«En redescendant, le cœur léger, je sifflote gaiement. Je viens de gagner le ticket pour le cap Horn, l’Amazonie… Ah ! Connaître l’enfer vert, la chaleur suffocante, les moustiques, les papillons aux ailes moirées, manger de la soupe de perroquet Ara, de la queue de caïman, avaler des larves gluantes, découvrir les mers du sud, entendre rugir le vent des quarantièmes, entendre hurler celui des cinquantièmes en doublant le cap Horn, siffler le dauphins qui dansent au clair de lune, apercevoir les glaciers qui brillent au fond des fjords ! Je veux vivre à en crever…»
JMB

mercoledì 18 gennaio 2012

L'Uomo del Torre

Per la sezione incontri VIP eccomi a recensire o meglio a raccontare in breve, l'incontro con Ermanno Salvaterra. Ho seguito una conferenza dal titolo: La Storia del Cerro Torre.


La premessa necessaria è che si è parlato di uno dei luoghi più belli della terra secondo me.
Cerro Torre, Patagonia: 49°17′34″S 73°05′54″W

Il bello è che è stato come fare un tuffo nel passato e nell'alpinismo tradizionale, nonostante molte delle imprese narrate, specialmente le sue , siano state portate a termine non più di vent'anni fa.

Non si è parlato tramite numeri (solo le date sono state fornite tramite numeri), ma di situazioni, di stati d'animo e di scalate al limite.
Ho apprezzato anche il fatto che si è parlato di Darwin e del Capitano Fitz Roy. Attenzione: sto leggendo proprio in questi giorni Viaggio di un Naturalista Intorno al Mondo (Viaggio di un Naturalista Intorno al Mondo) e ho appena visto il film Creation (Creation - The Movie), e si è parlato anche di De Agostini...eh eh...allora ero preparato!
Non sono state fornite le quote dei campi o dei colli o delle cime, e la bravura degli alpinisti e delle cordate sono state descritte in base alle qualità umane dei componenti.

Ho apprezzato la mancanza di numeri, sebbene me ne sentissi orfano durante la spiegazione. Ultimamente tutto ciò che riguarda l'alpinismo mi sembra sempre più spinto da motivazioni economiche, dalla foto per la rivista, dal voler far vendere un paio di giacche o scarponi in più, nonché dal numero di "Like" o di "Thumbs up" tramite i quali i cibernauti dichiarano il proprio apprezzamento dopo la visione di un filmato. Ovviamente non è per tutti così, ma lo è per tanti, e se non lo è per tanti allora dirò che è per molti di più che un tempo!
Apprezzo il fatto che qualcuno possa descrivere un alpinista come "fortissimo" o "motivatissimo" o "altruista" e una cordata come "affiatatissima", senza dover ricorrere sempre ai gradi delle vie aperte o che so io dei titoli.
Sono contento di aver rivissuto nelle sue immagini e nella sua voce questo modo di intendere l'alpinismo, perché in fondo in fondo so che "gli uomini non seguono i titoli, ma seguono il coraggio" (Brave Heart).

Perciò potete essere d'accordo o no, criticarmi oppure no, ma secondo me è così. A me la possibilità di scrivere, a voi la scelta di leggere. Va da se che ora sul mio comodino è apparso anche L'Uomo del Torre, scritto a quattro mani (chissà perché quando si scrive un libro in due si dice quattro mani, si userà una mano sola per scrivere, ah ma forse scrivendo a macchina o computer è vero, se ne usano due a testa...boh...) da Ermanno Salvaterra e Piero Calvi Parisetti. L'Uomo del Torre

Nel frattempo trave e corsa sono all'ordine del giorno.
Segnalo: Maratona di Verona il 7 ottobre 2012 e Lake Garda Marathon il 14 ottobre e Venice Marathon il 28 ottobre. Sarebbe un sogno farle tutte e tre, magari in stile puro come l'ultima Lake Garda, cioè pedalando fino alla patenza e poi tornando a casa....vedremo...!

JMBReRe



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