«En redescendant, le cœur léger, je sifflote gaiement. Je viens de gagner le ticket pour le cap Horn, l’Amazonie… Ah ! Connaître l’enfer vert, la chaleur suffocante, les moustiques, les papillons aux ailes moirées, manger de la soupe de perroquet Ara, de la queue de caïman, avaler des larves gluantes, découvrir les mers du sud, entendre rugir le vent des quarantièmes, entendre hurler celui des cinquantièmes en doublant le cap Horn, siffler le dauphins qui dansent au clair de lune, apercevoir les glaciers qui brillent au fond des fjords ! Je veux vivre à en crever…»
JMB

mercoledì 25 settembre 2013

L'autunno è un caminetto che sfumacchia.

Mini racconto autunnale
*------------*
[...]
Guido verso casa nell'ora in cui,
a volte, vado a correre di sera.... L'autunno, stagione di mezzo, abbandono della vita,
è buio e piovoso. Il tutto lo vedo dai finestrini di un auto, di un treno, di un bus, e non
invoglia proprio ad andare a correre, per mille mille e mille motivi.
tocco le gocce dei finestrini che sono fredde lacrime dell'estate che se ne va...
i tramonti rossicci visti attraverso le condense del fiato sui vetri:
Credo che questa strana malinconia possa portare lontano per sempre le serate estive...
una bellezza unica e insostituibile.
Arrivato a casa mi butto esausto sul divano, deciso a non muovermi. "Mai più
"andrei a correre adesso, mi dico".
Vado a pensare che sia possibile e che qualcuno possa esserci, invece,
la fuori!
che corre disperato in qualche pallido cono di luce giallo di qualche lampione!
Ad un tratto sgrano gli occhi, metto a fuoco e
guardo bene fuori e in effetti qualcuno che corre c'è, da solo coi suoi pensieri.
immagino intensamente le mie mani allacciare delle scarpe da corsa! Mi confondo.
Ma invece di agire, spengo la luce del comodino per coricarmi e ripenso al tizio della corsa:
Quello che sta uscendo per andare a correre adesso,
lo detesto perché non so farlo. In questo momento sono il simbolo dell'autunno. L'autunno...
forse sono proprio io....
[...]
*------------*

Bene....Avete letto questo mini racconto....forse. Sembra scritto da una persona sola, in preda alla malinconia tipica di chi va incontro alla stagione fredda e piovosa. Ma invece non è così. E' stato scritto da due persone. Una persona prende il peggio da questa malinconia e l'altra ne prende il meglio. Il risultato della loro fusione è la persona malinconica centrale - che poi si creda abbia scritto il testo - che risponde con un'accettazione semipassiva dei cambiamenti a cui va incontro stagionalmente.

L'autunno è un caminetto che sfumacchia. L'autunno è dualismo, è fusione, è passaggio. E' accompagnamento e abbandono. Ci spiega ciò che siamo, con la pazienza di un gentiluomo e l'esaustività di un esperto. Ci capisce. Lo sa che è dura per noi lasciare l'estate. Ma lui agisce con la saggezza di un vecchio e con la comprensività di un amico. Ci conduce piano piano, attraverso la nebbia e il suo fumo agrodolce, alla verità che sta alla base della capacità della vita di perpetuarsi, di sopravvivere: ovvero il suo rinnovarsi... Perché per ogni foglia che si stacca e muore, una gemma, nel silenzio e nella sonnolenza dell'autunno, comincia a prepararsi per la vita....

E voi invece? Siete tra quei malinconici che scriverebbero un racconto simile? Siete tra quei disperati che scriverebbero solo le righe dispari? Siete quelli propositivi delle righe pari? Per decidere, magari, rileggete il mini racconto a righe alterne...quale vi si addice di più?

JMBReRe

Allora la settimana 16-22 Settembre ha visto fare:
  • Corsa: 4 all: 15 mer, 10 ven, 10 sab, 12 dom;
  • Bici: 2 all: 40 ven, 60 dom;
  • Nuoto: 1 lun, 1 gio;

mercoledì 18 settembre 2013

"Pazzo per la luna"

"Pazzo per la luna": era una scritta che ho letto su di un muro, tanto tempo fa. 


Ne ho sentite tante sulla luna. 
Ho sentito dire che la sua fase influenza le maree,  e che fa crescere più veloce capelli e unghie.
Ho sentito dire che influenza il comportamento dei vini imbottigliati e la crescita dei fagioli....Secondo me fa anche correre più veloce in montagna. O andare più forte in bicicletta. 
Se lo sentirete dire, beh, ho messo io in giro la voce :-)
Ogni volta che lei c'è, non vedo l'ora di uscire. 
Sento la sua attrazione magica: apro le ali, prendo a calci la bici e volo lei incontro, senza mai raggiungerla, come un ricordo lontano....

La cosa più triste dei ricordi è che sono immobili, rispetto a noi. 

L'altro giorno sono ripassato davanti a quel muro... la scritta non c'è più.

JMBReRe

La setimana 2-8 Settembre ha visto fare:

  • Corsa: 5 all: mar 10, mer 10, gio 10, sab 23 (2000D+), dom 10;
  • Bici: 5 all: 50 lun, 30 gio, 50 ven, 50 sab, 25 dom;

La setimana 9-15 Settembre ha visto fare:

  • Corsa: 4 all: lun 10, mar 10, gio 12, dom 30;
  • Bici: 2 all: 46 ven, 60 sab;
Ciaoooo. Buon allenamento....a tutti i pazzi per la luna...

venerdì 6 settembre 2013

Un barattolo di vernice arancione

Questa è una stagione propizia per dei bei doppi bici-nuoto. 

Se uno volesse godersi però al massimo qualche tramonto settembrino dovrebbe provare a fare un giro sui colli veronesi nei dintorni di Garda e poi farsi una bella nuotata nel lago proprio al calare della sera.
All'ora del tramonto capita, a volte, che il lago sia così calmo da sembrare oleoso.
Poche ore fa ero proprio su una delle strade panoramiche che dirigono a Garda. Questi sono gli eventi di nota da li a poco succedutisi e queste le impressioni che mi hanno destato.

Un barattolo di vernice arancione
Dall'alto, proprio mentre si plana da uno degli ultimi tornanti, è possibile vedere il piccolo molo e, defilata, la spiaggetta dove di solito nuoto. Stasera, in questo mite pomeriggio, sembra proprio che qualcuno abbia rovesciato un barattolo di sole sullo scaffale della collina e che ora il contenuto di quel barattolo, ovvero la più bella e fulgida varietà di vernice, che sulla confezione reca scritto: "arancione di tramonto di fine estate", stia uscendo e si stia spargendo nel lago. Dal "mio" molo guardo la sponda opposta e la luce è così intensa da farmi temere persino per l'incolumità degli abitanti di quel paesino laggiù, inondato da quel flusso di vernice che non smette di uscire. Mi sposto sulla spiaggetta. Stringo i piedi e trattengo qualche sassetto. Metto i piedi in acqua. Guardo l'orizzonte e poi mi guardo i piedi. La vernice che qualcuno ha spanto è scesa tra le strade di quel paesino lontano, ha navigato attraverso il lago e ora mi avvolge le caviglie. L'idea di oleosità che mi da il lago, unita alla colata di colore senza interruzioni del sole, mi danno proprio l'idea di dovermi tuffare in un barattolo di vernice arancione. In qualche modo, persino, ho la sensazione di poter rimanerne invischiato. Se facessi qualche passo indietro ora, mi dico, lascerei le impronte sui sassi...
Nuoto in quell'arancione.
Il nuoto, a volte, mi dico, è fantastico. Guardo il fondale del lago. Blu. Tre bracciate e poi respiro. Arancione. Blu blu blu. Arancione. Blu blu blu. Arancione. Blu blu blu. Arancione. Fino all'imbrunire.

Riprendo la bici, è li che aspetta. L'aria passa, accarezza, pettina e asciuga. La vernice cola via.
Riprendo la strada dell'andata e le gambe girano felici: frescura, tepore.
Ripasso per il tornante e ora do le spalle a quella cucina dove, in pochi minuti, la Sera ha ripulito il pavimento blu del lago e ha chiuso gli scaffali delle colline.
Si accendono le prime luci della città.

Proprio mentre completo il tornante che dicevo prima, noto con la coda dell'occhio destro una piccola goccia staccarsi dal mio casco... o dagli occhiali, o dalla mia pelle, o dai miei capelli...non lo so. Non capisco da dove si sia staccata, a dire il vero. Non so che cosa è.
Forse è una goccia di sudore. Forse è una lacrima. Forse, semplicemente, è acqua del lago. Ecco appunto, credo proprio di si.
Credo sia proprio acqua del lago. Perché, non so se è colorata da qualche Musa dell'oliveto inviata dalla Sera, che avendo trovato qualche residuo di arancione intrappolato in qualche ramo, lo ha aggiunto alla sua tavolozza e ora usa quella varietà di colore che le piace tanto per ingannare con qualche spennellata fantasiosa i reduci del pomeriggio; fatto sta che, lo giuro, sembra una goccia di vernice arancione...

Mentre ci rifletto pedalo fino a casa.

JMBReRe

Allora, nella settimana 26 Agosto-1 Settembre abbiamo prodotto:
  • Corsa: 6 Mar mattina, 10 Mar sera, 10 mer, 10 gio, 8 ven, 10 dom;
  • Bici: 50 ven, 130 sab, 60 dom;
Tutto agosto 2013 insomma conta:
  • Falesia: 2;
  • Via alp: 1;
  • Corsa: 142 km in 13 all;
  • Bici: 445 km in 8 all;
  • Nuoto 1500 m (che schifo...)
Agosto 2012 ha visto fare:
  • Corsa: 10 All: 89 km (sotto media)
  • Mtb: 4 All: 102 km;
  • Esc: 4: 6000+;
  • Falesia: 2;
  • Via lunga;
  • Nuoto 1 All...ah ah,potevo anche non metterlo...(non ho detto non farlo, ho detto non metterlo!)
Ciaooo

giovedì 29 agosto 2013

I miei piedi

Valle d'Aosta, un mattino - Il sole sta per sorgere.

[...]
Al ritorno alla tenda avevo il passo leggero. I miei piedi scalzi accarezzavano e pettinavano l'erba.
Il rumore dell'erba contro i piedi era inconfondibile e la sensazione di freschezza, anch'essa, era inconfondibile.
Fffffruitt Ffffffrrrrruitt Frrrrffrfuitt Fffffrrrrruitt, si sentiva.
E le fresche gocce di rugiada della notte si posavano senza peso sulla pelle ancora calda dei miei piedi. Prima di posarsi, però, si rovesciavano, ruotavano, danzavano e per un istante si angolavano perfettamente con i raggi del sole che le faceva brillare e poi sparire, quasi fossero state magnifiche fuliggini o piccole stelle cadenti che, invece di compiere le loro traiettorie celesti contro il nero di un cielo notturno, si andavano prima ad accendere e poi a spegnere sotto l'incedere dei miei passi, sul verde, diventato siderale, di un umido prato mattutino.  
[...]

JMBReRe

NB: Nella settimana 19-25 Agosto sono stato a correre solo una volta, il lunedì, per 10 km

  • Corsa: 1 all, 10 km, Lun;


lunedì 19 agosto 2013

I pomodori (Luglio)

Più tempo ho a disposizione, meno ne uso. Ho mille mezzi di comunicazione, ma non so più cosa dire. Posso andare in capo al mondo, ma non so neanche cosa fare domenica prossima.

Si desidera solo ciò che non si possiede. E quando lo si possiede, non si sa come usarlo. Perché si tende a credere, a torto, che l'immaginazione sia più bella della realtà. Non si può immaginare la realtà e perciò questa ci sembra ben poca cosa perché è vuota di possibilità. Ma le possibilità autentiche nascono solo dalle scelte nella realtà. E se si tiene conto di questo, è la fantasia che ci dovrebbe sembrare ben poca cosa.

Più penso, più mi stacco dalla realtà, perché diventa anch'essa pensiero. Per questo immaginare è pericoloso. Il pomodoro comperato al supermercato sarà senz'altro più lucido, accattivante e tondo del mio pomodoro piantato a fatica nel mio giardino, nel mese giusto. Ma non ne sa niente delle mie sere passate ad annaffiare i germogli, non ne sa niente dei miei bruchi, delle mie farfalle. Non è mio per niente, e non godo di nulla quando lo mangio. Che, invero, sarà anche poco succoso. La realtà non è quella propinata da qualche subdolo mezzo di comunicazione. Non è quello che ci possiamo immaginare. Direi il contrario piuttosto. Direi piuttosto che è tutto ciò che non immaginiamo. Ci disillude, ci sorprende, ci fa male. Ma sarà sempre più autentica e succosa di un pomodoro da supermercato, ovvero dell'immaginazione. La realtà è quello che ci sta intorno per davvero, santo cielo! E non posso adoperarmi per ottenere ciò che voglio sulla base dell'immaginazione. Ma oggigiorno è tutto immaginato, e niente reale. E le persone smettono di dedicare la vita alle cose della realtà. Perché hanno nella testa un sacco di possibilità immaginate. Le persone non si sacrificano più. Non ci sono più cose per cui valga la pena dedicare la propria vita. Questo ci porta ad essere individualisti. Mille modi per tenerci uniti, e siamo sempre più individualisti. E si finisce per non fare niente. Quando basterebbe un pezzo di terra per qualche pomodoro. Si:
""Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino..." e non trovano quello che cercano..." "Non lo trovano", risposi.
"E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua...""

E tutta questa merda, perché di merda si tratta, di social network, pubblicità, banner, pop-up, smart phone e potreiandareavantiduegiorni, mi hanno rotto le palle. Non si cerca più di smuovere la passione delle persone ma solo l'immaginazione. L'unica cosa che si tenta di fare è quella di provocare il sentimento dell'invidia e spingere il consumatore a dotarsi di una tecnologia che gli possa permettere di immaginarsi all'altezza degli individui delle riviste, degli spot pubblicitari, delle sequenze mixate di youtube, e della sua immaginazione.

Si immagina sempre di essere la, ma la realtà è che si è qui. Il 'la' è giusto che traini il 'qui' come è giusto che il 'domani' traini l''oggi'. Ma niente di più.

Perché quando il 'qui' per me diventa un 'la' per gli altri, io non lo so. Ammetto solo che è spuntato un po' di sole. Dovrei recitare una parte ma me ne resto solo, in mezzo al palco investito da quel bel cono di luce,
a non fare nulla. Balbettando a fatica, lo straccio di quello che era un bel copione, di uno spettacolo che sarebbe stato incredibile.

Settimana 22-28 luglio:

  • Nuoto 1000 Lun, 1000 Sab;
  • Corsa: 10 mar, 10 gio, 10 dom;
  • Bici: 40 mer, 60 ven, 25 Dom;
Settimana 29 Luglio - 4 Agosto
  • Corsa: 10 lun, 8 sab, 1000 D+ dom;
  • Bici: 30 mar, 40 ven, 50 dom;
Settimana 5-11 Agosto:
  • Bici: 50 mer, 40 ven, 25 sab;
  • Corsa: 10 ven, 10 dom;
  • Nuoto: 1500 Ven;
Settimana 12-18 Agosto:
  • Via alp Lun;
  • Corsa: 1500 D+ mar, 2000 D+ Sab;
  • Falesia: Gio e ven;
Quindi il mese di luglio conta:
  • Corsa: 14 All, 173 km;
  • Bici: 9 All, 415 km;
  • Falesia 1 uscita :-(
  • Nuoto: 5 all, 5000 mt... che schifo
Luglio 2012 avevamo fatto:
  • Corsa: 11 All, 123 km;
  • Bici da corsa: 9 All, 350 km;
  • Mtb: 2 All, 70 km;
  • Via di Roccia 1;
JMBReRe

Questa foto è stata scattata sulla Contamine ai Satelliti del Tacul....

Ciao...






domenica 28 luglio 2013

La fatica dell'albero di tiglio e delle cozze

Chi si volesse fare uno spaghetto allo scoglio e si compra le cozze già belle belle pulite, si perderà una delle prove più belle di come in natura siano lo sforzo e la variabilità a generare cambiamenti atti a fronteggiare in maniera meno faticosa ulteriori sforzi; ossia a generare adattamento. Un bel giorno avevo comperato delle cozze per fare del sugo, e non erano affatto pulite! Anzi! Ahimè attaccato a quel guscio lucido e nero c'erano delle alghe. Dopo un'attenta disamina e visto che ci stavo mttendo un secolo a pulirle mi sono accorto che le alghe erano generate dalla cozza. Venivano fuori dal loro interno.
Che poi in effetti quando le si vede al mare, le cozze sono veramente attaccate agli scogli con  una forza incredibile. Con la forza dell'adattamento a millenni di evoluzioni sotto lo sforzo dell'influsso del mare. 
Uno spettacolo simile ma in tutt'altro ambiente è quello di una folata che investe gli alberi di tiglio a luglio. Le foglie che si staccano hanno una strana forma. Ci sono due diverse ali. Su di un lato c'è una specie di pala eolica, mentre su di un altro estremo c'è un contrappeso, costituito da semi, credo. Fatto sta che queste foglie girano e girano nel vento come ventole. E le vedi sforzarsi di andare più lontano possibile. Si aggrappano al vento come le cozze si aggrappano agli scogli. Un capolavoro della tecnica. E girano. E girano. Con la maestria di qualcuno che per millenni si è allenato a cavalcare anche il più piccolo movimento d'aria. Sono state create per questo. Si sono adattate per questo. Questa è una delle soluzioni che la natura ha trovato. 
La natura addestra la più resistente cozza così come il più sensibile seme di tiglio. Aggrapparsi alle fondamenta della terra in mezzo al mare o cavalcare l'alito di vento più innoquo. Delicatezza e resistenza. Impossibile senza lo sforzo. Lo sforzo di due diversi sistemi che agiscono per preservare e perpetuare la vita. Uno lo fa cercando di rimanere più fermo possibile, l'altro lo fa cercando di volare più lontano possible. Orgainismi non passivi come l'uomo possono trovare nella propria natura le capacità per generare autoadattamenti e miglioramenti. Mentre la struttura importante e fondamentale è stata disegnata da milleni di evoluzioni, le sfaccettature e i ghirigori dei capitelli delle colonne del tempio possono essere in gran parte scolpite a piacere. Direi che le fondamenta e la struttura ce l'ha disegnata l'evoluzione ed una natura che ormai non ci appartiene più. Anzi direi che con le comodità del XX secolo siamo noi che abbiamo abbandonato la natura. Direi perciò che non possiamo essere ingegneri di noi stessi. Ma architetti piuttosto. Disegnatori. E non c'è niente di cui autodenigrarsi. Anche la Cappella Sistina credo fosse stata intonsa prima dell'arrivo di Michelangelo. 
La stessa acqua che stimola le cozza a stare aggrappate è la stessa acqua che porta i nutrienti. Lo stesso vento che stimola le foglie di tiglio a volare è lo stesso vento che porta i semi a germogliare più lontano. La natura è talmente impregnata di vita che si stenta a riuscire a separare gli elementi adattati agli elementi che provocano adattamento. Nessuno separerà mai le cozze dal mare, così come nessuno ruberà al tiglio il vento. A meno che non si voglia togliere ad uno scoglio le sue cozze o ad un campo i propri tigli. 

Io credetti reverentemente nello sforzo autoimposto dell'uomo: io credetti nell'allenamento.
Nella fatica. Che stimolò il cambiamento e l'adattamento. Che erose le rocce. Che tenne attaccate le cozze agli scogli e che fece germogliare i tigli per chilometri e chilometri.
E che migliorò le persone.

JMBReRe

Ora, visto che sono imbecille rifaccio il riassunto delle ultime 3 settimane... e via!

Settimana 01-07 luglio:
  • Corsa: 4 all: mar 10, Gio 8, 10 Sab, 15 Dom;
  • Bici 25 Ven;
  • Falesia: Sab;
  • Nuoto 1000 Gio;
Settimana 8-14 luglio
  • Corsa: 3 all: 10 Mar, 10 Mer, 15 Dom;
  • Bici: 50 Lun, 130 Sab, 25 Dom;
  • Nuoto: 1000 Gio;
Settimana 15-21 luglio:
  • Corsa: 3 all: Mer 10, sab 15, dom 30;
  • Bici corsa: 30 Sab;
  • Nuoto: 1 Gio;

giovedì 4 luglio 2013

Stéphane e il bambino nella pioggia

Vorrei parlare di una cosa che è mi successa questa primavera sulle colline di casa mia. Questa cosa che ora racconto di per sè non ha nulla di speciale, ma racchiude un concetto che mi andrebbe di approfondire. Anzi, che mi è necessario approfondire.

Ero intento a correre per le colline di casa mia, per l'appunto. Ci si immagini una giornata primaverile piovosa e chiara, con tutto il bello dell'aria tersa e del verde lussureggiante che ne può conseguire. 
Ad un certo punto, ricordo, che la strada di ghiaia-mista-terra saliva leggermente. E quel che vedo è un gruppo di persone: 2-3 adulti e 2-3 bambini... non distinguo il numero. Gli adulti sono dispari però... "manca uno dei genitori", mi dico. Uno degli adulti spingeva un passeggino, e dentro al passeggino, un esserino minuscolo. Pioveva. 

Visto che mi apprestavo a sorpassare il gruppetto tenevo solamente di vista le persone che avrei potuto urtare. 
Avvisati dal rumore delle mie scarpe sulla ghiaia, gli adulti che mi davano le spalle si sono scansati di poco.  

Quello che poi ho visto è quello di cui sto parlando ora. Ho visto due bambini che camminavano nella pioggia. Si badi bene: nella pioggia. Non è che stavano camminando e stava piovendo, loro camminavano nella pioggia. Erano un bambino e una bambina. Spolverini blu e, ovviamente, portati larghi. Non si bagnavano, o così sembrava: la pioggia attraversava i loro corpicini.
I bambini se ne sbattono degli ombrelli. Al massimo li usano per giocare e scherzare. Ma non ho mai visto un bambino che usasse l'ombrello per spontanea volontà. Anche perché uno non è che nasce che sa che cos'è l'ombrello e a cosa serve...

Sto completando il sorpasso e il bambino, con quella voce scanzonata, disinteressata, gaia ma insieme risoluta che solo i bambini conservano, afferma, sorridendo come se avesse visto passare un areoplano: "Ce n'è di pioggia, eh?!?". 
Una domanda sottoforma di affermazione. Tutto quello che ho saputo rispondere è stato: "Eh ,si. Hai visto che roba!?!". Altra domanda sottoforma affermativa. Mi è venuta spontanea, anzi, boh. Non so se ho sognato di dirlo forse...ero anche io nella pioggia, per un secondo. Frastornato dal fatto che avessi smesso per un secondo di bagnarmi. 

Ora, interrompo un attimo il soprpasso e includo altri ingredienti.

Sono necessarie alcune premesse però... Allora, per i non-addetti ai lavori, Stéphane Brosse (Stéphane Brosse) è stato uno degli scialpinisti francesi più forti in assoluto. Se ne è andato sul Bianco, proprio un anno e qualche settimana fa. Sinceramente avevo solamente sentito parlare di lui, e non lo avevo mai sentito parlare. Tempo addietro ho sentito una sua intervista in cui parlava liberamente e diceva (magari i puristi non mi perdoneranno la traduzione troppo letterale dal francese, ma non volevo parafrasare l'intervista, volevo usare quasi le sue stesse parole, che spero di aver colto):
"La felicità è qualcosa di cui tu vai alla ricerca, ma che quando ce l'hai non te ne accorgi.
E' solo col senno di poi che tu realizzi che sei stato felice.
Infatti la felicità è ovunque. Devi solo sapere come catturarla, come riconoscerla.
Quando sei con il tuo bambino, tu trovi la felicità, ma può essere che tu non riesca ad accorgertene.
Quando sei qui e stai combattendo contro il maltempo nelle montagne e tutto il resto, non la senti in quell'istante preciso, ma ti rende veramente felice in seguito.
Sono solo due esempi diversi....
ma c'è felicità ovunque, abbiamo solo il bisogno di vederla." 

Ora, perdoneremo il cambio di tono nella citazione. Riporterò una frase del film Santa Maradona.

BART : No, scusa un attimo... L'altro giorno ero in treno, stavo guardando fuori dal finestrino...
ANDREA :E dove cazzo stavi andando? [ … ]
BART : Guardavo fuori da, da 'sto cazzo di finestrino... e a un certo punto, appare nella pianura... un camion gigante e un vecchietto di 130 anni che se lo dipingeva tutto di rosso... cioè, la cosa più bella del mondo. / Solo che ho pensato che io quella scena lì, la stavo guardando attraverso un vetro. / Di conseguenza, ho messo a fuoco sul finestrino... e ho visto che qua in basso, a un centimetro dalla mia faccia, c'era una scrittina, piccola, piccola, che se continuavo a guardare fuori, non avrei mai letto.
ANDREA : Che scrittina?
BART : "L'amore è una scorreggia nel cuore." Ma ti rendi conto? Cioè, tu te ne stai tranquillo, Incredibile. in treno, stai guardando lo spettacolo più bello del mondo e un deficiente t'ha scritto sotto al naso una cazzata del genere!

Quella giornata di pioggia era bella proprio perché stava piovendo. Eh...beh. Ovvio, come fa ad essere bella una giornata di pioggia perché c'è il sole? Non esiste. Allora: o si rinuncia a trovare il bello nelle cose, oppure si deve ammettere che in ogni cosa che ci circonda si può vedere del bello. 

Quel bambino camminava nella pioggia. Anzi, forse era proprio lui che la faceva cadere, a suo piacimento. "Ce n'è di pioggia, eh?!?"... me lo ha detto così, come se fosse ovvio che dovesse essere una figata. Anzi, come se doveva essere scontata l'intesa di due che escono solo perché piove. Eh si, secondo lui era quello il bello. Cioè, eravamo usciti perché pioveva! 
Ahhh... per un secondo ho creduto agli angeli....

A conti fatti il presente non è che l'incontro di due istanti. Uno viene da davanti, dal futuro, e l'altro viene dal passato. Ma le intenzioni, i ricordi, l'immaginazione, i sogni, le previsioni, i rimorsi e le perplessità, sono tutte cose che non riguardano il presente. Il presente è solo azione perché non c'è nulla di immaginato che riguardi lo stesso istante in cui avviene l'azione. Quindi, ogni volta che si pensa, si vive nel passato o nel futuro. 
Visto che non ci si può ricordare del futuro e non si può sperare in un passato diverso, allora all'immaginazione del passato hanno dato il nome di ricordo e all'immaginazione del futuro hanno dato il nome di previsione. Sicché strutturalmente un sogno o una realtà ricordati non differiscono di molto; a volte addirittura li confondiamo. 
Uno potrebbe anche dire che si è felici se si hanno ricordi felici, tutto sommato (no? Non voglio parlare ora dell'estrema utilità dei ricordi meno belli). Quindi perché non avere anche previsioni felici? Sogni felici? 

Nella società moderna, la felicità nella vita è questione di attitudine alla positività. L'attitudine alla positività non è che una tendenza all'ottimismo. Non è che l'utilizzo della speranza per la costruzione di eventi futuri positivi. Allora, se per essere felici è necesario avere bei ricordi nel passato, è tanto uguale pensare positivamente e preparare bei propositi futuri, perché, come detto, il futuro non lo si può ricordare e il passato non si può sperare. L'attitudine ha il compito di generare questi alberi, l'entusiasmo ha il compito di irrorali, di mantenerli vivi e geenrare i frutti. 

Date le premesse, qualcuno potrebbe credere che si viva più nel passato e nel futuro, piuttosto che nel presente. Azzeccato. Che lo si voglia o no questa è la struttura che è stata creata. E allora quello che conviene fare è sforzarsi di vedere oltre il vetro sporco, oltre la nebbia, oltre il recinto, oltre.... oltre. 

Guarare bene, che il bello c'è... li da qualche parte.... E quando ricordi felici incontreranno previsioni felici, allora anche il presente sarà felice. Come lo è per un bambino sotto la pioggia che non si deve curare di mettere ad asciugare lo spolverino quando arriva a casa. Il suo spolverino non era bagnato ...

Questo è quanto...

La settimana 17-23 giugno:

Corsa: 3 all: ma 10, me 10, gio 10;
Bici da corsa: 50 lun, 50 ven; 140 dom;
Mtb: 40 dom;

L'ultima settimana abbiam fatto allora (24-30 giu)

Corsa 3 all: Ma 10, Me 10, Ve 11;
Nuoto: 1 sab;
Mtb: 35 sab;
Bici corsa: 25 dom;
Escursione: 1000 D+ dom;

Quindi a conti fatti a giugno abbiamo fatto:

Corsa: 14 all, 141 km;
Bici da c: 500 km in 9 allenamenti;
Nuoto: 1000;
Mtb 105 km, 3 all;
2 esc: 1400 mt;
Scialp: 1100 D+;

Giugno 2012 avevamo prodotto:
Corsa: 15 All, 156 km, buono, in media.....
Bici corsa: 10 All, 380 km, ok...
Mtb: 2 All, 46 km, con catena rotta nell'ultimo giro...ah ah...
Escursione: 1 1000D+
2 vie di roccia
JMBReRe