«En redescendant, le cœur léger, je sifflote gaiement. Je viens de gagner le ticket pour le cap Horn, l’Amazonie… Ah ! Connaître l’enfer vert, la chaleur suffocante, les moustiques, les papillons aux ailes moirées, manger de la soupe de perroquet Ara, de la queue de caïman, avaler des larves gluantes, découvrir les mers du sud, entendre rugir le vent des quarantièmes, entendre hurler celui des cinquantièmes en doublant le cap Horn, siffler le dauphins qui dansent au clair de lune, apercevoir les glaciers qui brillent au fond des fjords ! Je veux vivre à en crever…»
JMB

venerdì 6 settembre 2013

Un barattolo di vernice arancione

Questa è una stagione propizia per dei bei doppi bici-nuoto. 

Se uno volesse godersi però al massimo qualche tramonto settembrino dovrebbe provare a fare un giro sui colli veronesi nei dintorni di Garda e poi farsi una bella nuotata nel lago proprio al calare della sera.
All'ora del tramonto capita, a volte, che il lago sia così calmo da sembrare oleoso.
Poche ore fa ero proprio su una delle strade panoramiche che dirigono a Garda. Questi sono gli eventi di nota da li a poco succedutisi e queste le impressioni che mi hanno destato.

Un barattolo di vernice arancione
Dall'alto, proprio mentre si plana da uno degli ultimi tornanti, è possibile vedere il piccolo molo e, defilata, la spiaggetta dove di solito nuoto. Stasera, in questo mite pomeriggio, sembra proprio che qualcuno abbia rovesciato un barattolo di sole sullo scaffale della collina e che ora il contenuto di quel barattolo, ovvero la più bella e fulgida varietà di vernice, che sulla confezione reca scritto: "arancione di tramonto di fine estate", stia uscendo e si stia spargendo nel lago. Dal "mio" molo guardo la sponda opposta e la luce è così intensa da farmi temere persino per l'incolumità degli abitanti di quel paesino laggiù, inondato da quel flusso di vernice che non smette di uscire. Mi sposto sulla spiaggetta. Stringo i piedi e trattengo qualche sassetto. Metto i piedi in acqua. Guardo l'orizzonte e poi mi guardo i piedi. La vernice che qualcuno ha spanto è scesa tra le strade di quel paesino lontano, ha navigato attraverso il lago e ora mi avvolge le caviglie. L'idea di oleosità che mi da il lago, unita alla colata di colore senza interruzioni del sole, mi danno proprio l'idea di dovermi tuffare in un barattolo di vernice arancione. In qualche modo, persino, ho la sensazione di poter rimanerne invischiato. Se facessi qualche passo indietro ora, mi dico, lascerei le impronte sui sassi...
Nuoto in quell'arancione.
Il nuoto, a volte, mi dico, è fantastico. Guardo il fondale del lago. Blu. Tre bracciate e poi respiro. Arancione. Blu blu blu. Arancione. Blu blu blu. Arancione. Blu blu blu. Arancione. Fino all'imbrunire.

Riprendo la bici, è li che aspetta. L'aria passa, accarezza, pettina e asciuga. La vernice cola via.
Riprendo la strada dell'andata e le gambe girano felici: frescura, tepore.
Ripasso per il tornante e ora do le spalle a quella cucina dove, in pochi minuti, la Sera ha ripulito il pavimento blu del lago e ha chiuso gli scaffali delle colline.
Si accendono le prime luci della città.

Proprio mentre completo il tornante che dicevo prima, noto con la coda dell'occhio destro una piccola goccia staccarsi dal mio casco... o dagli occhiali, o dalla mia pelle, o dai miei capelli...non lo so. Non capisco da dove si sia staccata, a dire il vero. Non so che cosa è.
Forse è una goccia di sudore. Forse è una lacrima. Forse, semplicemente, è acqua del lago. Ecco appunto, credo proprio di si.
Credo sia proprio acqua del lago. Perché, non so se è colorata da qualche Musa dell'oliveto inviata dalla Sera, che avendo trovato qualche residuo di arancione intrappolato in qualche ramo, lo ha aggiunto alla sua tavolozza e ora usa quella varietà di colore che le piace tanto per ingannare con qualche spennellata fantasiosa i reduci del pomeriggio; fatto sta che, lo giuro, sembra una goccia di vernice arancione...

Mentre ci rifletto pedalo fino a casa.

JMBReRe

Allora, nella settimana 26 Agosto-1 Settembre abbiamo prodotto:
  • Corsa: 6 Mar mattina, 10 Mar sera, 10 mer, 10 gio, 8 ven, 10 dom;
  • Bici: 50 ven, 130 sab, 60 dom;
Tutto agosto 2013 insomma conta:
  • Falesia: 2;
  • Via alp: 1;
  • Corsa: 142 km in 13 all;
  • Bici: 445 km in 8 all;
  • Nuoto 1500 m (che schifo...)
Agosto 2012 ha visto fare:
  • Corsa: 10 All: 89 km (sotto media)
  • Mtb: 4 All: 102 km;
  • Esc: 4: 6000+;
  • Falesia: 2;
  • Via lunga;
  • Nuoto 1 All...ah ah,potevo anche non metterlo...(non ho detto non farlo, ho detto non metterlo!)
Ciaooo

giovedì 29 agosto 2013

I miei piedi

Valle d'Aosta, un mattino - Il sole sta per sorgere.

[...]
Al ritorno alla tenda avevo il passo leggero. I miei piedi scalzi accarezzavano e pettinavano l'erba.
Il rumore dell'erba contro i piedi era inconfondibile e la sensazione di freschezza, anch'essa, era inconfondibile.
Fffffruitt Ffffffrrrrruitt Frrrrffrfuitt Fffffrrrrruitt, si sentiva.
E le fresche gocce di rugiada della notte si posavano senza peso sulla pelle ancora calda dei miei piedi. Prima di posarsi, però, si rovesciavano, ruotavano, danzavano e per un istante si angolavano perfettamente con i raggi del sole che le faceva brillare e poi sparire, quasi fossero state magnifiche fuliggini o piccole stelle cadenti che, invece di compiere le loro traiettorie celesti contro il nero di un cielo notturno, si andavano prima ad accendere e poi a spegnere sotto l'incedere dei miei passi, sul verde, diventato siderale, di un umido prato mattutino.  
[...]

JMBReRe

NB: Nella settimana 19-25 Agosto sono stato a correre solo una volta, il lunedì, per 10 km

  • Corsa: 1 all, 10 km, Lun;


lunedì 19 agosto 2013

I pomodori (Luglio)

Più tempo ho a disposizione, meno ne uso. Ho mille mezzi di comunicazione, ma non so più cosa dire. Posso andare in capo al mondo, ma non so neanche cosa fare domenica prossima.

Si desidera solo ciò che non si possiede. E quando lo si possiede, non si sa come usarlo. Perché si tende a credere, a torto, che l'immaginazione sia più bella della realtà. Non si può immaginare la realtà e perciò questa ci sembra ben poca cosa perché è vuota di possibilità. Ma le possibilità autentiche nascono solo dalle scelte nella realtà. E se si tiene conto di questo, è la fantasia che ci dovrebbe sembrare ben poca cosa.

Più penso, più mi stacco dalla realtà, perché diventa anch'essa pensiero. Per questo immaginare è pericoloso. Il pomodoro comperato al supermercato sarà senz'altro più lucido, accattivante e tondo del mio pomodoro piantato a fatica nel mio giardino, nel mese giusto. Ma non ne sa niente delle mie sere passate ad annaffiare i germogli, non ne sa niente dei miei bruchi, delle mie farfalle. Non è mio per niente, e non godo di nulla quando lo mangio. Che, invero, sarà anche poco succoso. La realtà non è quella propinata da qualche subdolo mezzo di comunicazione. Non è quello che ci possiamo immaginare. Direi il contrario piuttosto. Direi piuttosto che è tutto ciò che non immaginiamo. Ci disillude, ci sorprende, ci fa male. Ma sarà sempre più autentica e succosa di un pomodoro da supermercato, ovvero dell'immaginazione. La realtà è quello che ci sta intorno per davvero, santo cielo! E non posso adoperarmi per ottenere ciò che voglio sulla base dell'immaginazione. Ma oggigiorno è tutto immaginato, e niente reale. E le persone smettono di dedicare la vita alle cose della realtà. Perché hanno nella testa un sacco di possibilità immaginate. Le persone non si sacrificano più. Non ci sono più cose per cui valga la pena dedicare la propria vita. Questo ci porta ad essere individualisti. Mille modi per tenerci uniti, e siamo sempre più individualisti. E si finisce per non fare niente. Quando basterebbe un pezzo di terra per qualche pomodoro. Si:
""Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino..." e non trovano quello che cercano..." "Non lo trovano", risposi.
"E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua...""

E tutta questa merda, perché di merda si tratta, di social network, pubblicità, banner, pop-up, smart phone e potreiandareavantiduegiorni, mi hanno rotto le palle. Non si cerca più di smuovere la passione delle persone ma solo l'immaginazione. L'unica cosa che si tenta di fare è quella di provocare il sentimento dell'invidia e spingere il consumatore a dotarsi di una tecnologia che gli possa permettere di immaginarsi all'altezza degli individui delle riviste, degli spot pubblicitari, delle sequenze mixate di youtube, e della sua immaginazione.

Si immagina sempre di essere la, ma la realtà è che si è qui. Il 'la' è giusto che traini il 'qui' come è giusto che il 'domani' traini l''oggi'. Ma niente di più.

Perché quando il 'qui' per me diventa un 'la' per gli altri, io non lo so. Ammetto solo che è spuntato un po' di sole. Dovrei recitare una parte ma me ne resto solo, in mezzo al palco investito da quel bel cono di luce,
a non fare nulla. Balbettando a fatica, lo straccio di quello che era un bel copione, di uno spettacolo che sarebbe stato incredibile.

Settimana 22-28 luglio:

  • Nuoto 1000 Lun, 1000 Sab;
  • Corsa: 10 mar, 10 gio, 10 dom;
  • Bici: 40 mer, 60 ven, 25 Dom;
Settimana 29 Luglio - 4 Agosto
  • Corsa: 10 lun, 8 sab, 1000 D+ dom;
  • Bici: 30 mar, 40 ven, 50 dom;
Settimana 5-11 Agosto:
  • Bici: 50 mer, 40 ven, 25 sab;
  • Corsa: 10 ven, 10 dom;
  • Nuoto: 1500 Ven;
Settimana 12-18 Agosto:
  • Via alp Lun;
  • Corsa: 1500 D+ mar, 2000 D+ Sab;
  • Falesia: Gio e ven;
Quindi il mese di luglio conta:
  • Corsa: 14 All, 173 km;
  • Bici: 9 All, 415 km;
  • Falesia 1 uscita :-(
  • Nuoto: 5 all, 5000 mt... che schifo
Luglio 2012 avevamo fatto:
  • Corsa: 11 All, 123 km;
  • Bici da corsa: 9 All, 350 km;
  • Mtb: 2 All, 70 km;
  • Via di Roccia 1;
JMBReRe

Questa foto è stata scattata sulla Contamine ai Satelliti del Tacul....

Ciao...






domenica 28 luglio 2013

La fatica dell'albero di tiglio e delle cozze

Chi si volesse fare uno spaghetto allo scoglio e si compra le cozze già belle belle pulite, si perderà una delle prove più belle di come in natura siano lo sforzo e la variabilità a generare cambiamenti atti a fronteggiare in maniera meno faticosa ulteriori sforzi; ossia a generare adattamento. Un bel giorno avevo comperato delle cozze per fare del sugo, e non erano affatto pulite! Anzi! Ahimè attaccato a quel guscio lucido e nero c'erano delle alghe. Dopo un'attenta disamina e visto che ci stavo mttendo un secolo a pulirle mi sono accorto che le alghe erano generate dalla cozza. Venivano fuori dal loro interno.
Che poi in effetti quando le si vede al mare, le cozze sono veramente attaccate agli scogli con  una forza incredibile. Con la forza dell'adattamento a millenni di evoluzioni sotto lo sforzo dell'influsso del mare. 
Uno spettacolo simile ma in tutt'altro ambiente è quello di una folata che investe gli alberi di tiglio a luglio. Le foglie che si staccano hanno una strana forma. Ci sono due diverse ali. Su di un lato c'è una specie di pala eolica, mentre su di un altro estremo c'è un contrappeso, costituito da semi, credo. Fatto sta che queste foglie girano e girano nel vento come ventole. E le vedi sforzarsi di andare più lontano possibile. Si aggrappano al vento come le cozze si aggrappano agli scogli. Un capolavoro della tecnica. E girano. E girano. Con la maestria di qualcuno che per millenni si è allenato a cavalcare anche il più piccolo movimento d'aria. Sono state create per questo. Si sono adattate per questo. Questa è una delle soluzioni che la natura ha trovato. 
La natura addestra la più resistente cozza così come il più sensibile seme di tiglio. Aggrapparsi alle fondamenta della terra in mezzo al mare o cavalcare l'alito di vento più innoquo. Delicatezza e resistenza. Impossibile senza lo sforzo. Lo sforzo di due diversi sistemi che agiscono per preservare e perpetuare la vita. Uno lo fa cercando di rimanere più fermo possibile, l'altro lo fa cercando di volare più lontano possible. Orgainismi non passivi come l'uomo possono trovare nella propria natura le capacità per generare autoadattamenti e miglioramenti. Mentre la struttura importante e fondamentale è stata disegnata da milleni di evoluzioni, le sfaccettature e i ghirigori dei capitelli delle colonne del tempio possono essere in gran parte scolpite a piacere. Direi che le fondamenta e la struttura ce l'ha disegnata l'evoluzione ed una natura che ormai non ci appartiene più. Anzi direi che con le comodità del XX secolo siamo noi che abbiamo abbandonato la natura. Direi perciò che non possiamo essere ingegneri di noi stessi. Ma architetti piuttosto. Disegnatori. E non c'è niente di cui autodenigrarsi. Anche la Cappella Sistina credo fosse stata intonsa prima dell'arrivo di Michelangelo. 
La stessa acqua che stimola le cozza a stare aggrappate è la stessa acqua che porta i nutrienti. Lo stesso vento che stimola le foglie di tiglio a volare è lo stesso vento che porta i semi a germogliare più lontano. La natura è talmente impregnata di vita che si stenta a riuscire a separare gli elementi adattati agli elementi che provocano adattamento. Nessuno separerà mai le cozze dal mare, così come nessuno ruberà al tiglio il vento. A meno che non si voglia togliere ad uno scoglio le sue cozze o ad un campo i propri tigli. 

Io credetti reverentemente nello sforzo autoimposto dell'uomo: io credetti nell'allenamento.
Nella fatica. Che stimolò il cambiamento e l'adattamento. Che erose le rocce. Che tenne attaccate le cozze agli scogli e che fece germogliare i tigli per chilometri e chilometri.
E che migliorò le persone.

JMBReRe

Ora, visto che sono imbecille rifaccio il riassunto delle ultime 3 settimane... e via!

Settimana 01-07 luglio:
  • Corsa: 4 all: mar 10, Gio 8, 10 Sab, 15 Dom;
  • Bici 25 Ven;
  • Falesia: Sab;
  • Nuoto 1000 Gio;
Settimana 8-14 luglio
  • Corsa: 3 all: 10 Mar, 10 Mer, 15 Dom;
  • Bici: 50 Lun, 130 Sab, 25 Dom;
  • Nuoto: 1000 Gio;
Settimana 15-21 luglio:
  • Corsa: 3 all: Mer 10, sab 15, dom 30;
  • Bici corsa: 30 Sab;
  • Nuoto: 1 Gio;

giovedì 4 luglio 2013

Stéphane e il bambino nella pioggia

Vorrei parlare di una cosa che è mi successa questa primavera sulle colline di casa mia. Questa cosa che ora racconto di per sè non ha nulla di speciale, ma racchiude un concetto che mi andrebbe di approfondire. Anzi, che mi è necessario approfondire.

Ero intento a correre per le colline di casa mia, per l'appunto. Ci si immagini una giornata primaverile piovosa e chiara, con tutto il bello dell'aria tersa e del verde lussureggiante che ne può conseguire. 
Ad un certo punto, ricordo, che la strada di ghiaia-mista-terra saliva leggermente. E quel che vedo è un gruppo di persone: 2-3 adulti e 2-3 bambini... non distinguo il numero. Gli adulti sono dispari però... "manca uno dei genitori", mi dico. Uno degli adulti spingeva un passeggino, e dentro al passeggino, un esserino minuscolo. Pioveva. 

Visto che mi apprestavo a sorpassare il gruppetto tenevo solamente di vista le persone che avrei potuto urtare. 
Avvisati dal rumore delle mie scarpe sulla ghiaia, gli adulti che mi davano le spalle si sono scansati di poco.  

Quello che poi ho visto è quello di cui sto parlando ora. Ho visto due bambini che camminavano nella pioggia. Si badi bene: nella pioggia. Non è che stavano camminando e stava piovendo, loro camminavano nella pioggia. Erano un bambino e una bambina. Spolverini blu e, ovviamente, portati larghi. Non si bagnavano, o così sembrava: la pioggia attraversava i loro corpicini.
I bambini se ne sbattono degli ombrelli. Al massimo li usano per giocare e scherzare. Ma non ho mai visto un bambino che usasse l'ombrello per spontanea volontà. Anche perché uno non è che nasce che sa che cos'è l'ombrello e a cosa serve...

Sto completando il sorpasso e il bambino, con quella voce scanzonata, disinteressata, gaia ma insieme risoluta che solo i bambini conservano, afferma, sorridendo come se avesse visto passare un areoplano: "Ce n'è di pioggia, eh?!?". 
Una domanda sottoforma di affermazione. Tutto quello che ho saputo rispondere è stato: "Eh ,si. Hai visto che roba!?!". Altra domanda sottoforma affermativa. Mi è venuta spontanea, anzi, boh. Non so se ho sognato di dirlo forse...ero anche io nella pioggia, per un secondo. Frastornato dal fatto che avessi smesso per un secondo di bagnarmi. 

Ora, interrompo un attimo il soprpasso e includo altri ingredienti.

Sono necessarie alcune premesse però... Allora, per i non-addetti ai lavori, Stéphane Brosse (Stéphane Brosse) è stato uno degli scialpinisti francesi più forti in assoluto. Se ne è andato sul Bianco, proprio un anno e qualche settimana fa. Sinceramente avevo solamente sentito parlare di lui, e non lo avevo mai sentito parlare. Tempo addietro ho sentito una sua intervista in cui parlava liberamente e diceva (magari i puristi non mi perdoneranno la traduzione troppo letterale dal francese, ma non volevo parafrasare l'intervista, volevo usare quasi le sue stesse parole, che spero di aver colto):
"La felicità è qualcosa di cui tu vai alla ricerca, ma che quando ce l'hai non te ne accorgi.
E' solo col senno di poi che tu realizzi che sei stato felice.
Infatti la felicità è ovunque. Devi solo sapere come catturarla, come riconoscerla.
Quando sei con il tuo bambino, tu trovi la felicità, ma può essere che tu non riesca ad accorgertene.
Quando sei qui e stai combattendo contro il maltempo nelle montagne e tutto il resto, non la senti in quell'istante preciso, ma ti rende veramente felice in seguito.
Sono solo due esempi diversi....
ma c'è felicità ovunque, abbiamo solo il bisogno di vederla." 

Ora, perdoneremo il cambio di tono nella citazione. Riporterò una frase del film Santa Maradona.

BART : No, scusa un attimo... L'altro giorno ero in treno, stavo guardando fuori dal finestrino...
ANDREA :E dove cazzo stavi andando? [ … ]
BART : Guardavo fuori da, da 'sto cazzo di finestrino... e a un certo punto, appare nella pianura... un camion gigante e un vecchietto di 130 anni che se lo dipingeva tutto di rosso... cioè, la cosa più bella del mondo. / Solo che ho pensato che io quella scena lì, la stavo guardando attraverso un vetro. / Di conseguenza, ho messo a fuoco sul finestrino... e ho visto che qua in basso, a un centimetro dalla mia faccia, c'era una scrittina, piccola, piccola, che se continuavo a guardare fuori, non avrei mai letto.
ANDREA : Che scrittina?
BART : "L'amore è una scorreggia nel cuore." Ma ti rendi conto? Cioè, tu te ne stai tranquillo, Incredibile. in treno, stai guardando lo spettacolo più bello del mondo e un deficiente t'ha scritto sotto al naso una cazzata del genere!

Quella giornata di pioggia era bella proprio perché stava piovendo. Eh...beh. Ovvio, come fa ad essere bella una giornata di pioggia perché c'è il sole? Non esiste. Allora: o si rinuncia a trovare il bello nelle cose, oppure si deve ammettere che in ogni cosa che ci circonda si può vedere del bello. 

Quel bambino camminava nella pioggia. Anzi, forse era proprio lui che la faceva cadere, a suo piacimento. "Ce n'è di pioggia, eh?!?"... me lo ha detto così, come se fosse ovvio che dovesse essere una figata. Anzi, come se doveva essere scontata l'intesa di due che escono solo perché piove. Eh si, secondo lui era quello il bello. Cioè, eravamo usciti perché pioveva! 
Ahhh... per un secondo ho creduto agli angeli....

A conti fatti il presente non è che l'incontro di due istanti. Uno viene da davanti, dal futuro, e l'altro viene dal passato. Ma le intenzioni, i ricordi, l'immaginazione, i sogni, le previsioni, i rimorsi e le perplessità, sono tutte cose che non riguardano il presente. Il presente è solo azione perché non c'è nulla di immaginato che riguardi lo stesso istante in cui avviene l'azione. Quindi, ogni volta che si pensa, si vive nel passato o nel futuro. 
Visto che non ci si può ricordare del futuro e non si può sperare in un passato diverso, allora all'immaginazione del passato hanno dato il nome di ricordo e all'immaginazione del futuro hanno dato il nome di previsione. Sicché strutturalmente un sogno o una realtà ricordati non differiscono di molto; a volte addirittura li confondiamo. 
Uno potrebbe anche dire che si è felici se si hanno ricordi felici, tutto sommato (no? Non voglio parlare ora dell'estrema utilità dei ricordi meno belli). Quindi perché non avere anche previsioni felici? Sogni felici? 

Nella società moderna, la felicità nella vita è questione di attitudine alla positività. L'attitudine alla positività non è che una tendenza all'ottimismo. Non è che l'utilizzo della speranza per la costruzione di eventi futuri positivi. Allora, se per essere felici è necesario avere bei ricordi nel passato, è tanto uguale pensare positivamente e preparare bei propositi futuri, perché, come detto, il futuro non lo si può ricordare e il passato non si può sperare. L'attitudine ha il compito di generare questi alberi, l'entusiasmo ha il compito di irrorali, di mantenerli vivi e geenrare i frutti. 

Date le premesse, qualcuno potrebbe credere che si viva più nel passato e nel futuro, piuttosto che nel presente. Azzeccato. Che lo si voglia o no questa è la struttura che è stata creata. E allora quello che conviene fare è sforzarsi di vedere oltre il vetro sporco, oltre la nebbia, oltre il recinto, oltre.... oltre. 

Guarare bene, che il bello c'è... li da qualche parte.... E quando ricordi felici incontreranno previsioni felici, allora anche il presente sarà felice. Come lo è per un bambino sotto la pioggia che non si deve curare di mettere ad asciugare lo spolverino quando arriva a casa. Il suo spolverino non era bagnato ...

Questo è quanto...

La settimana 17-23 giugno:

Corsa: 3 all: ma 10, me 10, gio 10;
Bici da corsa: 50 lun, 50 ven; 140 dom;
Mtb: 40 dom;

L'ultima settimana abbiam fatto allora (24-30 giu)

Corsa 3 all: Ma 10, Me 10, Ve 11;
Nuoto: 1 sab;
Mtb: 35 sab;
Bici corsa: 25 dom;
Escursione: 1000 D+ dom;

Quindi a conti fatti a giugno abbiamo fatto:

Corsa: 14 all, 141 km;
Bici da c: 500 km in 9 allenamenti;
Nuoto: 1000;
Mtb 105 km, 3 all;
2 esc: 1400 mt;
Scialp: 1100 D+;

Giugno 2012 avevamo prodotto:
Corsa: 15 All, 156 km, buono, in media.....
Bici corsa: 10 All, 380 km, ok...
Mtb: 2 All, 46 km, con catena rotta nell'ultimo giro...ah ah...
Escursione: 1 1000D+
2 vie di roccia
JMBReRe

lunedì 17 giugno 2013

Semafori

Questo è un post sui semafori....che cacchio di post, un post sui semafori.

Non su qualsiasi semaforo, ma su quelli che incontriamo quando siamo in bici. Quelli che ci allenano, alla fine della fiera.... mi stanno simpatici, i semafori. Ghignano, i semafori. Ci sfidano, i semafori.

Mi piacciono quelli che vedi che sono verdi a 100 mt di distanza. E allora pensi: scatto per prendere il verde o mi rassegno e riposo un attimo? Stai certo che se ti rassegni un attimo il verde continuerà a brillare, ipnotizzandoti. "Se resta verde altri 5 secondi lo carico". "Se non viene giallo entro quel tombino allora lo carico!".

Ed ecco che accade una cosa strana. Ti prepari già prima di quel tombino, prima di quei 5 secondi.  Come se sapessi che l'hai sparata troppo grossa: che quei 5 secondi sono troppi ma che 4 secondi sono tanti. Come se lo sapessi che a quel semaforo non stai simpatico e che non ti darà nulla gratis. Se darai tutto passerai col giallo, se darai qualcosa meno passerai col rosso. Se sarai titubante dovrai tirare i freni prima della striscia bianca e lui ti avrà battuto. E' un incrocio grosso, lo sai che il giallo dura molto. Ti fai tentare dall'idea...

Sfida lanciata, sfida raccolta. Lui continua ad attirarti nella sua trappola facendo brillare una luce verde..."fatti avanti caro", ti dice!! E allora carichi il verde come il toro carica il rosso... 39-14, 39-15, 52-15, 52-14. Non puoi alzare lo sguardo, peché sta arrivando il tombino e il furgoncino che ti sbuffa accanto è così vicino che non puoi far altro che rigare diritto. Non alzi lo sguardo, ma lo sai, che da qualche parte laggiù nei tombini, nella canalette piene di cavi, è già partito il segnale: il semaforo è ora giallo. Hai già passato il punto di non ritorno. Tu-TuMM! Il tombino fa risuonare la tua bici anche se hai fatto del tuo meglio per alleggerire l'impatto. Hai smesso un attimo di pedalare e di respirare.
Il furgoncino non tentenna, anzi sgasa e strappa altri 5 km/h con una facilità che le tue gambe non avranno mai. Lui passerà col giallo e pesa qualche quintalata. Tu sei 80 kg di bici e di borraccia (se è piena) e di tutto. Sei appeso tra il giallo e il rosso. Giallo-rosso, giallo-rosso....giallo...giallo?? Giallo!! Arrivi ai 40 all'ora, il torero alza il mantello e ti ritrovi nel bel mezzo dell'arena a sbuffare. A fare i conti col fiatone. E cerchi di toglierti di mezzo il prima possibile.

Era solo un semaforo, Santo Cielo... che tra l'altro non è che con il giallo si possa passare, almeno così mi hanno insegnato. Ma per Belzebub non ti puoi fermare in condizioni di sicurezza se stai facendo una manovra scema come questa!

Mi stanno simpatici i semafori...

Tranne quelli in salita... e che hanno il giallo che dura poco :-)



Settimana 3-9 Giu
  • Corsa: 4 all: 10 mar, 10 mer, 8 gio, 10 dom;
  • Bici da corsa: lun 50, 30 ven;
  • Mtb: 35 Sab;
Settimana 10-16 Giu
  • Corsa: 3 all: Mer 10, Gio 10, Dom 10;
  • Bici da corsa: 50 Mar, 30 Ven;
  • Escur: 400 D+ sab?? Boh;
JMBReRe

mercoledì 5 giugno 2013

Cambio sveglia: rimane il meglio (+ Maggio + Settimana 27 Mag-02 Giu)

L'altra sera, che era domenica sera, ho programmato la sveglia per il lunedì mattina, come sempre. Capita spesso che gli orari di sveglia del weekend siano diversi di quelli programmati durante gli altri giorni della settimana.
Quindi, ricomincio un attimo...Domenica sera, attorno alle 23, ho preso in mano il cellulare e ho programmato la sveglia per il lunedì mattina. Ho dovuto cambiare orario perché era ancora impostata sulle 4. "Che orario insulso", mi son detto.
"Perché mai è impostata sulle 4?", mi son chiesto.
Ho guardato sul letto e, sul letto c'era una giacca stropicciata. Era raggomitolata come un gatto. Ho ripensato con piacere alla sveglia della mattina, lontana 21 ore e qualche centinaia di chilometri. Dirò che ho ripensato, ma mi piacerebbe dire mi è sovvenuto...Una cosa come ..."e mi sovvien l'eterno" ...Ma non un ondata brusca di pensieri...una cosa più calma... un vento caldo di una serata di primavera. Userò "ho ripensato", ma non è stata una cosa volontaria, è stata più come: "ed è subito sera"...oppure come "gli zefiri sereni"...boh...una sorta di benessere dato da pensieri positivi in transito, ma non dovuti alla concentrazione, ma ad una condizione..
Ho ripensato (o mi è sovvenuta, se preferite) alla Marmolada e ai suoi 1200 metri di ghiacciaio. Alla colazione. Alle fette biscottate con la marmellata di albicocche. All'alba di Canazei. Alle nuvole basse sul Sella.
A quella luce incredibile che non vedi se non a giugno sulle dolomiti, la mattina presto. Al lago Fedaia, opaco come il piombo. Blu come avessero mescolato il cielo azzurro limpido con il cielo nero di un temporale.
Poi alla mia tavola Atomic da rimettere a nuovo.
Ho ripensato (mi sono sovvenuti.....) ai momenti belli della giornata, ai migliori momenti...
Al giro in bici fatto appena tornato...per mettere in circolo l'acido lattico, o solo per il gusto di andare. O solo per dimostrarmi che potevo. O solo per allenamento, per abituarmi a dare il meglio, sempre. Per pretendere sempre il meglio da me stesso, ogni volta che lo voglio.
Ho ripensato ai 50 km orari, presi su quel rettilineo, bucando il pomeriggio e il tramonto, perché altrimenti "è come non esserci passati da là, se non prendo i 50 km/h"... Perché altrimenti significa che non ho dato il meglio.
Alla mia camera da letto, che sembra un campo base.
Al 5x5 che fa 25.
A quel vecchietto dell'altra mattina, che mi raccontava come lui correva i 5 km in 20 minuti alla sua epoca.
A quell'altro vecchietto, anche...nodoso come un olivo secolare che aveva l'abitudine da giovane di correre scalzo, ma che poi ha cominciato a mettersi le scarpe perché aveva sofferto di uno shock anafilattico per le punture delle vespe che continuamente pestava. Ho pensato a me. A me, che sorridevo come se mi stessero raccontando delle favole.
A Peter Pan quando sfrega sulla testa di Michele la polvere di Trilli. Ho ripensato alla faccia di Michele quando si concentra prima di volare.
Alle scarpine di Trilli. A trilli che si specchia....
Alle ali di Mercurio, messaggero degli Dei....
A Emilio Previtali. A Marco Siffredi e alla sua "traccia dell'angelo".
A Richard Ashcroft e ai Verve, alla loro One Day...che recita: "can't you hear this beauty in life??"..."puoi sentirla", cioè, "questa bellezza nella vita?". A volte si, penso.
Si, il cambio sveglia in questi casi è proprio un setaccio, lascia solo il meglio. Lascia il meglio della giornata e, per un attimo, anche quello della vita. Me ne fa sentire la bellezza. Risponderei con un secco: "Si, la sento...".

Come diceva il grande Walter "la montagna è lo specchio di noi stessi. E' severa o gentile in base a ciò che sappiamo chiederle o darle" (o qualcosa del genere, diceva...).
Ogni rapporto, e per primo quello con noi stessi, è un dare e avere. In montagna, come nella vita, l'allenamento non è altro che abituarsi a dare il meglio e, anche, al momento opportuno, a pretenderlo.
E se allora è vero che "tutto quel che serve può stare dentro ad un cuore", basta metterci il meglio in quello che si fa per far splendere lo specchio..
Avere sempre tanto da chiedere e tantissimo da dare: sta tutto qui.

JMBReRe

Nel mese di maggio abbiamo fatto:
  • Corsa: 18 All 166 km;
  • Bici da corsa: 4 All 155 km;
  • Mtb: 5 All, 140 km;
  • Falesia: 1;
  • Via Alp: 1;
Maggio 2012 avevamo fatto invece:
  • Corsa:  9 All: 89 km, minimo storico credo :-(
  • Bici: 183 km in 4 sessioni :-(
  • Mtb: 230 km in 7 sessioni :-/
Settimana 27 Mag - 02 Giu
  • Corsa: 10 km Lun, Mer 10 km, Sab 12 km;
  • Bici: Mar 45, 25 Dom;
  • Scialp: 1200 D+ Dom;