«En redescendant, le cœur léger, je sifflote gaiement. Je viens de gagner le ticket pour le cap Horn, l’Amazonie… Ah ! Connaître l’enfer vert, la chaleur suffocante, les moustiques, les papillons aux ailes moirées, manger de la soupe de perroquet Ara, de la queue de caïman, avaler des larves gluantes, découvrir les mers du sud, entendre rugir le vent des quarantièmes, entendre hurler celui des cinquantièmes en doublant le cap Horn, siffler le dauphins qui dansent au clair de lune, apercevoir les glaciers qui brillent au fond des fjords ! Je veux vivre à en crever…»
JMB

giovedì 4 luglio 2013

Stéphane e il bambino nella pioggia

Vorrei parlare di una cosa che è mi successa questa primavera sulle colline di casa mia. Questa cosa che ora racconto di per sè non ha nulla di speciale, ma racchiude un concetto che mi andrebbe di approfondire. Anzi, che mi è necessario approfondire.

Ero intento a correre per le colline di casa mia, per l'appunto. Ci si immagini una giornata primaverile piovosa e chiara, con tutto il bello dell'aria tersa e del verde lussureggiante che ne può conseguire. 
Ad un certo punto, ricordo, che la strada di ghiaia-mista-terra saliva leggermente. E quel che vedo è un gruppo di persone: 2-3 adulti e 2-3 bambini... non distinguo il numero. Gli adulti sono dispari però... "manca uno dei genitori", mi dico. Uno degli adulti spingeva un passeggino, e dentro al passeggino, un esserino minuscolo. Pioveva. 

Visto che mi apprestavo a sorpassare il gruppetto tenevo solamente di vista le persone che avrei potuto urtare. 
Avvisati dal rumore delle mie scarpe sulla ghiaia, gli adulti che mi davano le spalle si sono scansati di poco.  

Quello che poi ho visto è quello di cui sto parlando ora. Ho visto due bambini che camminavano nella pioggia. Si badi bene: nella pioggia. Non è che stavano camminando e stava piovendo, loro camminavano nella pioggia. Erano un bambino e una bambina. Spolverini blu e, ovviamente, portati larghi. Non si bagnavano, o così sembrava: la pioggia attraversava i loro corpicini.
I bambini se ne sbattono degli ombrelli. Al massimo li usano per giocare e scherzare. Ma non ho mai visto un bambino che usasse l'ombrello per spontanea volontà. Anche perché uno non è che nasce che sa che cos'è l'ombrello e a cosa serve...

Sto completando il sorpasso e il bambino, con quella voce scanzonata, disinteressata, gaia ma insieme risoluta che solo i bambini conservano, afferma, sorridendo come se avesse visto passare un areoplano: "Ce n'è di pioggia, eh?!?". 
Una domanda sottoforma di affermazione. Tutto quello che ho saputo rispondere è stato: "Eh ,si. Hai visto che roba!?!". Altra domanda sottoforma affermativa. Mi è venuta spontanea, anzi, boh. Non so se ho sognato di dirlo forse...ero anche io nella pioggia, per un secondo. Frastornato dal fatto che avessi smesso per un secondo di bagnarmi. 

Ora, interrompo un attimo il soprpasso e includo altri ingredienti.

Sono necessarie alcune premesse però... Allora, per i non-addetti ai lavori, Stéphane Brosse (Stéphane Brosse) è stato uno degli scialpinisti francesi più forti in assoluto. Se ne è andato sul Bianco, proprio un anno e qualche settimana fa. Sinceramente avevo solamente sentito parlare di lui, e non lo avevo mai sentito parlare. Tempo addietro ho sentito una sua intervista in cui parlava liberamente e diceva (magari i puristi non mi perdoneranno la traduzione troppo letterale dal francese, ma non volevo parafrasare l'intervista, volevo usare quasi le sue stesse parole, che spero di aver colto):
"La felicità è qualcosa di cui tu vai alla ricerca, ma che quando ce l'hai non te ne accorgi.
E' solo col senno di poi che tu realizzi che sei stato felice.
Infatti la felicità è ovunque. Devi solo sapere come catturarla, come riconoscerla.
Quando sei con il tuo bambino, tu trovi la felicità, ma può essere che tu non riesca ad accorgertene.
Quando sei qui e stai combattendo contro il maltempo nelle montagne e tutto il resto, non la senti in quell'istante preciso, ma ti rende veramente felice in seguito.
Sono solo due esempi diversi....
ma c'è felicità ovunque, abbiamo solo il bisogno di vederla." 

Ora, perdoneremo il cambio di tono nella citazione. Riporterò una frase del film Santa Maradona.

BART : No, scusa un attimo... L'altro giorno ero in treno, stavo guardando fuori dal finestrino...
ANDREA :E dove cazzo stavi andando? [ … ]
BART : Guardavo fuori da, da 'sto cazzo di finestrino... e a un certo punto, appare nella pianura... un camion gigante e un vecchietto di 130 anni che se lo dipingeva tutto di rosso... cioè, la cosa più bella del mondo. / Solo che ho pensato che io quella scena lì, la stavo guardando attraverso un vetro. / Di conseguenza, ho messo a fuoco sul finestrino... e ho visto che qua in basso, a un centimetro dalla mia faccia, c'era una scrittina, piccola, piccola, che se continuavo a guardare fuori, non avrei mai letto.
ANDREA : Che scrittina?
BART : "L'amore è una scorreggia nel cuore." Ma ti rendi conto? Cioè, tu te ne stai tranquillo, Incredibile. in treno, stai guardando lo spettacolo più bello del mondo e un deficiente t'ha scritto sotto al naso una cazzata del genere!

Quella giornata di pioggia era bella proprio perché stava piovendo. Eh...beh. Ovvio, come fa ad essere bella una giornata di pioggia perché c'è il sole? Non esiste. Allora: o si rinuncia a trovare il bello nelle cose, oppure si deve ammettere che in ogni cosa che ci circonda si può vedere del bello. 

Quel bambino camminava nella pioggia. Anzi, forse era proprio lui che la faceva cadere, a suo piacimento. "Ce n'è di pioggia, eh?!?"... me lo ha detto così, come se fosse ovvio che dovesse essere una figata. Anzi, come se doveva essere scontata l'intesa di due che escono solo perché piove. Eh si, secondo lui era quello il bello. Cioè, eravamo usciti perché pioveva! 
Ahhh... per un secondo ho creduto agli angeli....

A conti fatti il presente non è che l'incontro di due istanti. Uno viene da davanti, dal futuro, e l'altro viene dal passato. Ma le intenzioni, i ricordi, l'immaginazione, i sogni, le previsioni, i rimorsi e le perplessità, sono tutte cose che non riguardano il presente. Il presente è solo azione perché non c'è nulla di immaginato che riguardi lo stesso istante in cui avviene l'azione. Quindi, ogni volta che si pensa, si vive nel passato o nel futuro. 
Visto che non ci si può ricordare del futuro e non si può sperare in un passato diverso, allora all'immaginazione del passato hanno dato il nome di ricordo e all'immaginazione del futuro hanno dato il nome di previsione. Sicché strutturalmente un sogno o una realtà ricordati non differiscono di molto; a volte addirittura li confondiamo. 
Uno potrebbe anche dire che si è felici se si hanno ricordi felici, tutto sommato (no? Non voglio parlare ora dell'estrema utilità dei ricordi meno belli). Quindi perché non avere anche previsioni felici? Sogni felici? 

Nella società moderna, la felicità nella vita è questione di attitudine alla positività. L'attitudine alla positività non è che una tendenza all'ottimismo. Non è che l'utilizzo della speranza per la costruzione di eventi futuri positivi. Allora, se per essere felici è necesario avere bei ricordi nel passato, è tanto uguale pensare positivamente e preparare bei propositi futuri, perché, come detto, il futuro non lo si può ricordare e il passato non si può sperare. L'attitudine ha il compito di generare questi alberi, l'entusiasmo ha il compito di irrorali, di mantenerli vivi e geenrare i frutti. 

Date le premesse, qualcuno potrebbe credere che si viva più nel passato e nel futuro, piuttosto che nel presente. Azzeccato. Che lo si voglia o no questa è la struttura che è stata creata. E allora quello che conviene fare è sforzarsi di vedere oltre il vetro sporco, oltre la nebbia, oltre il recinto, oltre.... oltre. 

Guarare bene, che il bello c'è... li da qualche parte.... E quando ricordi felici incontreranno previsioni felici, allora anche il presente sarà felice. Come lo è per un bambino sotto la pioggia che non si deve curare di mettere ad asciugare lo spolverino quando arriva a casa. Il suo spolverino non era bagnato ...

Questo è quanto...

La settimana 17-23 giugno:

Corsa: 3 all: ma 10, me 10, gio 10;
Bici da corsa: 50 lun, 50 ven; 140 dom;
Mtb: 40 dom;

L'ultima settimana abbiam fatto allora (24-30 giu)

Corsa 3 all: Ma 10, Me 10, Ve 11;
Nuoto: 1 sab;
Mtb: 35 sab;
Bici corsa: 25 dom;
Escursione: 1000 D+ dom;

Quindi a conti fatti a giugno abbiamo fatto:

Corsa: 14 all, 141 km;
Bici da c: 500 km in 9 allenamenti;
Nuoto: 1000;
Mtb 105 km, 3 all;
2 esc: 1400 mt;
Scialp: 1100 D+;

Giugno 2012 avevamo prodotto:
Corsa: 15 All, 156 km, buono, in media.....
Bici corsa: 10 All, 380 km, ok...
Mtb: 2 All, 46 km, con catena rotta nell'ultimo giro...ah ah...
Escursione: 1 1000D+
2 vie di roccia
JMBReRe

lunedì 17 giugno 2013

Semafori

Questo è un post sui semafori....che cacchio di post, un post sui semafori.

Non su qualsiasi semaforo, ma su quelli che incontriamo quando siamo in bici. Quelli che ci allenano, alla fine della fiera.... mi stanno simpatici, i semafori. Ghignano, i semafori. Ci sfidano, i semafori.

Mi piacciono quelli che vedi che sono verdi a 100 mt di distanza. E allora pensi: scatto per prendere il verde o mi rassegno e riposo un attimo? Stai certo che se ti rassegni un attimo il verde continuerà a brillare, ipnotizzandoti. "Se resta verde altri 5 secondi lo carico". "Se non viene giallo entro quel tombino allora lo carico!".

Ed ecco che accade una cosa strana. Ti prepari già prima di quel tombino, prima di quei 5 secondi.  Come se sapessi che l'hai sparata troppo grossa: che quei 5 secondi sono troppi ma che 4 secondi sono tanti. Come se lo sapessi che a quel semaforo non stai simpatico e che non ti darà nulla gratis. Se darai tutto passerai col giallo, se darai qualcosa meno passerai col rosso. Se sarai titubante dovrai tirare i freni prima della striscia bianca e lui ti avrà battuto. E' un incrocio grosso, lo sai che il giallo dura molto. Ti fai tentare dall'idea...

Sfida lanciata, sfida raccolta. Lui continua ad attirarti nella sua trappola facendo brillare una luce verde..."fatti avanti caro", ti dice!! E allora carichi il verde come il toro carica il rosso... 39-14, 39-15, 52-15, 52-14. Non puoi alzare lo sguardo, peché sta arrivando il tombino e il furgoncino che ti sbuffa accanto è così vicino che non puoi far altro che rigare diritto. Non alzi lo sguardo, ma lo sai, che da qualche parte laggiù nei tombini, nella canalette piene di cavi, è già partito il segnale: il semaforo è ora giallo. Hai già passato il punto di non ritorno. Tu-TuMM! Il tombino fa risuonare la tua bici anche se hai fatto del tuo meglio per alleggerire l'impatto. Hai smesso un attimo di pedalare e di respirare.
Il furgoncino non tentenna, anzi sgasa e strappa altri 5 km/h con una facilità che le tue gambe non avranno mai. Lui passerà col giallo e pesa qualche quintalata. Tu sei 80 kg di bici e di borraccia (se è piena) e di tutto. Sei appeso tra il giallo e il rosso. Giallo-rosso, giallo-rosso....giallo...giallo?? Giallo!! Arrivi ai 40 all'ora, il torero alza il mantello e ti ritrovi nel bel mezzo dell'arena a sbuffare. A fare i conti col fiatone. E cerchi di toglierti di mezzo il prima possibile.

Era solo un semaforo, Santo Cielo... che tra l'altro non è che con il giallo si possa passare, almeno così mi hanno insegnato. Ma per Belzebub non ti puoi fermare in condizioni di sicurezza se stai facendo una manovra scema come questa!

Mi stanno simpatici i semafori...

Tranne quelli in salita... e che hanno il giallo che dura poco :-)



Settimana 3-9 Giu
  • Corsa: 4 all: 10 mar, 10 mer, 8 gio, 10 dom;
  • Bici da corsa: lun 50, 30 ven;
  • Mtb: 35 Sab;
Settimana 10-16 Giu
  • Corsa: 3 all: Mer 10, Gio 10, Dom 10;
  • Bici da corsa: 50 Mar, 30 Ven;
  • Escur: 400 D+ sab?? Boh;
JMBReRe

mercoledì 5 giugno 2013

Cambio sveglia: rimane il meglio (+ Maggio + Settimana 27 Mag-02 Giu)

L'altra sera, che era domenica sera, ho programmato la sveglia per il lunedì mattina, come sempre. Capita spesso che gli orari di sveglia del weekend siano diversi di quelli programmati durante gli altri giorni della settimana.
Quindi, ricomincio un attimo...Domenica sera, attorno alle 23, ho preso in mano il cellulare e ho programmato la sveglia per il lunedì mattina. Ho dovuto cambiare orario perché era ancora impostata sulle 4. "Che orario insulso", mi son detto.
"Perché mai è impostata sulle 4?", mi son chiesto.
Ho guardato sul letto e, sul letto c'era una giacca stropicciata. Era raggomitolata come un gatto. Ho ripensato con piacere alla sveglia della mattina, lontana 21 ore e qualche centinaia di chilometri. Dirò che ho ripensato, ma mi piacerebbe dire mi è sovvenuto...Una cosa come ..."e mi sovvien l'eterno" ...Ma non un ondata brusca di pensieri...una cosa più calma... un vento caldo di una serata di primavera. Userò "ho ripensato", ma non è stata una cosa volontaria, è stata più come: "ed è subito sera"...oppure come "gli zefiri sereni"...boh...una sorta di benessere dato da pensieri positivi in transito, ma non dovuti alla concentrazione, ma ad una condizione..
Ho ripensato (o mi è sovvenuta, se preferite) alla Marmolada e ai suoi 1200 metri di ghiacciaio. Alla colazione. Alle fette biscottate con la marmellata di albicocche. All'alba di Canazei. Alle nuvole basse sul Sella.
A quella luce incredibile che non vedi se non a giugno sulle dolomiti, la mattina presto. Al lago Fedaia, opaco come il piombo. Blu come avessero mescolato il cielo azzurro limpido con il cielo nero di un temporale.
Poi alla mia tavola Atomic da rimettere a nuovo.
Ho ripensato (mi sono sovvenuti.....) ai momenti belli della giornata, ai migliori momenti...
Al giro in bici fatto appena tornato...per mettere in circolo l'acido lattico, o solo per il gusto di andare. O solo per dimostrarmi che potevo. O solo per allenamento, per abituarmi a dare il meglio, sempre. Per pretendere sempre il meglio da me stesso, ogni volta che lo voglio.
Ho ripensato ai 50 km orari, presi su quel rettilineo, bucando il pomeriggio e il tramonto, perché altrimenti "è come non esserci passati da là, se non prendo i 50 km/h"... Perché altrimenti significa che non ho dato il meglio.
Alla mia camera da letto, che sembra un campo base.
Al 5x5 che fa 25.
A quel vecchietto dell'altra mattina, che mi raccontava come lui correva i 5 km in 20 minuti alla sua epoca.
A quell'altro vecchietto, anche...nodoso come un olivo secolare che aveva l'abitudine da giovane di correre scalzo, ma che poi ha cominciato a mettersi le scarpe perché aveva sofferto di uno shock anafilattico per le punture delle vespe che continuamente pestava. Ho pensato a me. A me, che sorridevo come se mi stessero raccontando delle favole.
A Peter Pan quando sfrega sulla testa di Michele la polvere di Trilli. Ho ripensato alla faccia di Michele quando si concentra prima di volare.
Alle scarpine di Trilli. A trilli che si specchia....
Alle ali di Mercurio, messaggero degli Dei....
A Emilio Previtali. A Marco Siffredi e alla sua "traccia dell'angelo".
A Richard Ashcroft e ai Verve, alla loro One Day...che recita: "can't you hear this beauty in life??"..."puoi sentirla", cioè, "questa bellezza nella vita?". A volte si, penso.
Si, il cambio sveglia in questi casi è proprio un setaccio, lascia solo il meglio. Lascia il meglio della giornata e, per un attimo, anche quello della vita. Me ne fa sentire la bellezza. Risponderei con un secco: "Si, la sento...".

Come diceva il grande Walter "la montagna è lo specchio di noi stessi. E' severa o gentile in base a ciò che sappiamo chiederle o darle" (o qualcosa del genere, diceva...).
Ogni rapporto, e per primo quello con noi stessi, è un dare e avere. In montagna, come nella vita, l'allenamento non è altro che abituarsi a dare il meglio e, anche, al momento opportuno, a pretenderlo.
E se allora è vero che "tutto quel che serve può stare dentro ad un cuore", basta metterci il meglio in quello che si fa per far splendere lo specchio..
Avere sempre tanto da chiedere e tantissimo da dare: sta tutto qui.

JMBReRe

Nel mese di maggio abbiamo fatto:
  • Corsa: 18 All 166 km;
  • Bici da corsa: 4 All 155 km;
  • Mtb: 5 All, 140 km;
  • Falesia: 1;
  • Via Alp: 1;
Maggio 2012 avevamo fatto invece:
  • Corsa:  9 All: 89 km, minimo storico credo :-(
  • Bici: 183 km in 4 sessioni :-(
  • Mtb: 230 km in 7 sessioni :-/
Settimana 27 Mag - 02 Giu
  • Corsa: 10 km Lun, Mer 10 km, Sab 12 km;
  • Bici: Mar 45, 25 Dom;
  • Scialp: 1200 D+ Dom;

martedì 28 maggio 2013

Settimane arretrate e lettera alla corsa (delirante)

Eccoci allora per la rendicontazione delle ultime 2 settimane!

Settimana 13-19 Mag:
  • Corsa: 4 all: mar 6, mer 10, ven 10, dom 10;
  • Mtb: 20 lun, 30 sab;
  • Via alp: 1 sab;
Settimana: 20-26 Mag:
  • Corsa: 2 All: 10 mar, 10 sab :-( che schifezza....
  • Bici: 50 mar, 30 mer;
  • Mtb: 40 Dom;
Lettera di un infortunato alla corsa.

Questa è una cosa che ho scritto alla corsa o all'attività fisica in generale dopo svariate sere in cui non sono riuscito ad uscire perché infortunato e giù di corda. Ho dato colpa alla corsa stessa che tanto mi ha dato e tanto mi ha tolto. Ma vale un po' per tutto. In generale è un'ode all'attività...all'attitudine all'attività. Al rimanere attivi. Al riempire il tempo a disposizione. A chi approfitta di ogni attimo come in preda a qualche furore. A chi gli pare di svegliarsi ed essere già in debito. A chi si alza e si sente già in dovere di restituire qualcosa solo per il fatto di essersi svegliato vivo, respirando. A chi non è mai contento. A chi deve subire questa condanna autoinflitta. A chi crede di avere questa SENSAZIONE. A chi ci crede e a chi la sente, a chi si fa guidare, condannare, ingannare. A chi ha quell'unico imperativo di andare a letto stremato..A chi la usa come scusa per riposare... a chi "trova nella fatica un riposo ancora più forte". 
Boh... ognuno ci veda ciò che gli pare...non posso sempre cercare di capirmi eh...Solo che ogni tanto uno ci riflette. E capisce che questa storia dell'attività a tutti costi è un delirio. Che non si può spiegare a tutti. Che si può smarrire, e che magari come tutte le cose, viste da un'altra prospettiva, sembrano poca cosa. Questa lettera è dedicata a questa SENSAZIONE. In quelle sere l'avevo lasciata e poi l'ho ritrovata...ritrovata, più bella di prima. Oppure era lei che aveva lasciato me e che mi ha ritrovato dopo tanto tempo... ecco cosa le ho detto...

"Incredibile se penso a come tu mi abbia potuto sopraffare anche quella sera quando eravamo qui. Ho sentito che il tempo era prezioso. Avevo sperato troppe volte di averti li con me e avevo pensato che quel tempo sarebbe stato preziosissimo. "Il tempo è quello che ne facciamo di esso." ... "E la farfalla conta gli attimi, non gli anni ed ecco perché il suo poco tempo le basta"...Quanto vere che sono queste frasi, da non credere quanto descrivano esattamente quello che voglio dirti ora. Si, perché aspettandoti dopo tutti quei giorni sapevo che avresti reso quei momenti insieme preziosissimi.
Ancora una volta mi accorgevo di quanto era importante proprio mentre lo perdevo. In quei giorni avresti impreziosito il mio tempo. Avrei contato gli attimi con te e mi sarebbero bastati, come alla farfalla, pochi giorni. Ma tu non facevi nulla, mentre sapevamo entrambi, o forse solo io, di quanto quegli attimi avrebbero potuto significare. Stavi impreziosendo il mio tempo ma tu non la pensavi allo stesso modo su di me, e ti ho detestato per questo. Ho detestato anche me, per tutte le volte che non sono rimasto un attimo in più....
Rimasto un attimo di più. Fermo, a guardare...a sentire, a fiutare...la fuori, dove abiti...
Ancora una volta mai avrei voluto pensare che il mio tempo lo stavi già impreziosendo ogni volta che stavamo insieme. Ma anche quando non stiamo insieme, nel magnifico gioco che è l'attesa e l'immaginazione. Impreziosisci tutt'ora il mio tempo. 
Quando senti che ti basta un attimo per sentirti meglio vuol dire che stai diventando una farfalla, che la stai pensando come lei. Rendere il tempo prezioso è il più bel riconoscimento che dobbiamo alla vita stessa. Qualcuno mi ha detto: "Ciò che facciamo della vita è ciò che restituiamo a dio".... Beh, qualunque sia la verità,grazie per darmi l'illusione di poterlo fare, con il mio tempo.
Ora capisci cosa significa poter fare qualsiasi cosa, questa sera? Capisci cosa significa fare una cosa qualsiasi, questa sera?"

Sono al limite del ridicolo credo :-\ ah ah!! Che fissa! "Sbalordito il diavolo rimase, quando si accorse di quanto osceno fosse il bene..."

Ciao 

JMBReRe


domenica 12 maggio 2013

"Suonami una vecchia canzone Sam"

Ultimamente ho un rapporto conflittuale con la radio. Allora, la ascolto veramente poco, ma un poco ogni giorno, in macchina. Ci sono occasioni in cui la accendo e vorrei solo ascoltare una canzone già sentita: conosciuta. In generale mi piacciono i gruppi emergenti (perlopiù inglesi) e mi piacciono le novità, i suoni nuovi. Ma ci sono delle volte in cui vorrei solo ascoltare una canzone già sentita, per poterla riconoscere e ripercorrere. Una canzone per tirar fuori vecchie sensazioni, che sono rimaste su vecchi scaffali come vecchi spartiti. Ogni volta che cerco una stazione che passi una canzone di questo tipo succedono 3 cose: o si sente male, oppure si sente l'ultima parte e poi c'è pubblicita, oppure bisogna scendere perché si è arrivati nel posto in cui si doveva andare!

Perché, a volte, mi chiedo che ne è stato di espressioni bellissime che si sono perse perché sono state inglobate in concetti senza uscita ne seguito. E ho bisogno di sentirle di nuovo, all'occasione giusta, per poter riscoprire il vero significato e poter godere nuovamente del loro senso perduto. Mi spiego meglio...

Prendiamo ad esempio un paio di espressioni tipo: "bello come il sole", oppure "buono come il pane"... ecco!  Abbiamo la sfortuna di vivere in un'epoca nella quale, ormai, tali espressioni immediate e quasi banali sono diventate talmente vecchie che sono diventate senza impatto. Ora parlo per me, ma credo che pochi possano dire di pensare ad un tramonto infuocato o al sole di primavera dopo un temporale o ai raggi tra i pini impolverati, quando sente l'espressione: "bello come il sole". Un paragone più azzardato e più ragionato ci farebbe sicuramente riflettere di più e ci farebbe maggiormente pensare ai due termini di paragone. Ecco... "buono come il pane"... e chi ci pensa al pane affumicato su una stufa, o al pane fatto in casa la mattina di Natale, o al pane con le olive, alle noci? Al pane nero tedesco con una fetta di speck o una marmellata? Dire "buono" oppure "buono come il pane" credo che non abbia tanto un effetto differente. O almeno per me: la mia attenzione si attiverebbe magari con paragoni più arditi e "ragionati"? Ditelo di nuovo: ditemi qualcosa di banale per farmici riflettere nuovamente!

Ecco perché a volte vorrei solo che la radio passasse una canzone già conosciuta. Per farmela riassaggiare e per farmi capire di nuovo perché mi era già piaciuta. Facendomi allora percepire quelle inflessioni che solo chi l'ha già sentita parecchie volte può percepire: quelle sfumature del quadro che solo uno che lo ha osservato per molto tempo (oppure solo un esperto, ma non è il mio caso) riesce a distinguere.

Nella corsa ciò può sembrare banale, ma oltre a tutte le occasioni in cui vorrei prendere una strada sconosciuta per attivarmi ed esplorare ambienti diversi, ci sono alcune occasioni in cui mi sento solo predisposto a ripercorrere strade conosciute a memoria. In queste ultime occasioni mi piace vedere solo facce già conosciute in posti già noti. Persone che non se ne sono mai andate, in posti dai quali non mi sono mai staccato. E il tipo di scoperte che si fanno in luoghi già noti, non sono meno avventurose o degne di nota di quelle che si fanno in territori sconosciuti. La predisposizione del  nostro animo penso che sia il particolare fondamentale. Chi si pone all'ascolto sentirà sempre qualcosa: il più sordo è chi non vuole ascoltare... Si chiaro, condivido il punto di vista di chi si entusiasma per le cose nuove. Ma è impagabile scoprire qualcosa di nuovo lungo una strada che si pensava di conoscere a memoria. E' come intuire una melodia nuova in una canzone nota. Ma guarda caso, oggi l'abbiamo notata, ed oggi ci va a pennelo. Quasi fosse un vestito che fino a ieri non ci vedevamo bene addosso, mentre oggi ci sta benone!

Quando capita è così naturale che sembra un sasso che rotola. E mi viene in mente la frase del film Casablanca: "Suonala Sam. Suona: 'mentre il tempo passa'."
E mi ricordo di quando chiudo una serpentina sulla neve fresca. Mi giro a guardare la traccia. Di nuovo. Di nuovo. Mentre il battito e il respiro rallentano. Mi giro a guardarla di nuovo, coi miei nuovi occhi. E' sempre la stessa eppure è diversa dal minuto prima, dall'anno scorso, dalla prima volta. Abbiamo nuovi tasti, per nuove melodie. Abbiamo nuovi colori per nuove tonalità. Ci si gira ancora per rivevere la discesa mentalmente, internamente: per rendere meno doloroso il distacco, prima di tornare a fare dell'altro, da qualche altra parte, con qualcun altro..  
Come un pianista che, ha finito di suonare e appoggia delicatamente il coperchio sui tasti, mai con violenza.
Allo stesso modo in cui il bacio dell'arrivederci è quello più morbido di tutti. E poi ci si saluta a voce, e poi magari da lontano e poi solo con la mano.

Come quando, non appena si parcheggia la macchina, si aspetta a scendere perché in radio sta andando un bel pezzo. Ma è proprio mentre il tempo passa  che quella canzone sta andando avanti ed è necessario scendere.
E non si spegne allora la radio di botto.
Si abbassa piano il volume facendo sparire la canzone piano piano. Come per impedire di farle del male.
Come impedirsi di farsi del male.

PS: La settimana 29 Aprile - 5 maggio mi ha visto fare:

  • Corsa 5 all 45 km: 5 mar, 10 mer, 10 gio, 10 ven, 10 dom;
  • Bici da corsa: 1 da 30 sab;
  • Mtb: 1 da 30 dom;
  • Arrampicata: falesia dom;
La settimana 6 - 12 maggio mi ha visto fare:
  • Corsa 5 all 45 km: 7 mar, 10 mer, 10 gio, 9 ven, 15 dom;
  • Mtb: 1 da 20 dom;
Va bene....

JMBReRe

giovedì 2 maggio 2013

Aprile (dolce dormire): si cambia

Blog allo sbando, diario in confusione... mettiamo a posto le cose:
Settimana: 8-14

  • Corsa: 5 all: 55 km;
  • Bici da corsa: 1, 46 km;
Settimana: 15-21

  • Corsa: 4 all: 61 km;
  • Bici: 1, 30 km;
Settimana: 22-28

  • Corsa: 1 da 10 :-(
  • Falesia 2;
  • Vie alp: 2; 

Allora aprile 2013 mi ha visto fare:

  • Corsa: 16 all, 181 km, ok, nella media;
  • Bici da corsa: 2 tot 76;
  • Arrampicata: 2 falesia, 2 vie lunghe;
  • Scialp: 1 da 300... se non la mettevo facevo più bella figura :-(
Aprile 2012 cosa mi aveva visto fare?

  • Corsa: 10 all (direi sotto media...) 126 km (direi sotto media....)
  • Mtb: 3/4 all e in tot 130 km circa...boh...
  • Bici corsa: 2 e in tot 50 km...direi che abbiamo fatto pena...
  • Trave: 6 all, ok ci stà se scarichiamo l'ultima sett
  • Snow alp: 2 da 700 l'una...che goduria...
La bilancia si equilibria alla fine di questo mese rispetto all'inizio arrembante del 2012. Il task dei 2000 km annuali di corsa sembra che sia raggiungibile (essendo vicini a quota 900 a fine aprile), il task dei 10000 in bici sembra impossibile; il task dei 100'000 metri di dislivello in montagna sembra impossibile. 

Aprile è un mese di flessione e lo dicono le statistiche, mie. Si cambia. 
Dentro aria calda e fuori aria fredda. Via i giubbini, si corre in maniche corte. Arriva maggio col suo carico di  pollini nell'aria, con le sue serate temperate. Arrivano i primi doppi e le prime uscite in falesia. Profuma di magnesio questo inizio di maggio. Profuma di lavanda ed erba bagnata dalla pioggia. Di corde lasciate negli zaini troppo a lungo. E mi viene in mente questo passaggio di Walden di HDT ovvio  (che avevo postato tempo fa, ma in inglese):

"Mentre stavo lasciando la capanna dell'irlandese, sotto la
pioggia, drizzando ancora i miei passi verso il lago, la mia
fretta di prendere i lucci, aprendomi una via attraverso prati
deserti, paludi e pantani, in luoghi selvaggi e abbandonati,
apparve, per un istante, volgare, a me che ero stato mandato a
scuola e all'università; ma mentre scendevo di corsa la collina
verso il rosseggiante occidente, con l'arcobaleno sopra le spalle
e qualche debole suono tintinnante trasportatomi all'orecchio
attraverso l'aria purificata, non so da che parte il mio buon
Genio sembrò dirmi: "Va' a pescare e a cacciare in lungo e in
largo, giorno per giorno, sempre più in lungo e sempre più in
largo - e riposati presso molti ruscelli e molti focolari, senza
timore. Ricorda il tuo creatore nei giorni della tua gioventù.
Alzati libero da cure, prima dell'alba, e cerca l'avventura. Che
il mezzogiorno ti trovi presso altri laghi, e che la notte ti
sorprenda dovunque a tuo agio. Non esistono campi più ampi di
questi, né selvaggina più degna di quella che qui puoi godere"

il seguito è un po' più ardito e stento a trovarne un parallelo con questa flessione e di fine aprile e questa voglia di ripartire di primo maggio. Il suono tintinnante è quello dei moschettoni.... via, si cambia...aria...

Più o meno questi sono i JMBReRe pensieri più o meno realizzabili e più o meno realistici che hanno affollato la mia testa in questo fine aprile. Questi e molti altri.

sabato 13 aprile 2013

Marzo: padrone e schiavo nel "giro A"

Il "Giro A", per la mia nomenclatura, è il base-base e l'ho introdotto lo scorso autunno, come risultato della mia crescente voglia di trail. Il bello di questo giro è che si svolge qusi interamente lontano da strade trafficate: si snoda per i campi e serpeggia per le colline tra la vite, l'olivo e il cipresso. Essendo il giro standard l'ho percorso con ogni condizione di meteo e più o meno ad ogni ora del giorno. Ricordo bene che ad ottobre, quando sono cominciate le prime uscite al buio, ero uso a portare una frontale con me. La frontale è un rimasuglio del mio equipaggiamento da corsa sulle strade trafficate o sulle ciclabili.
Pensavo: "Beh, fondamentale la frontale per i percorsi un po' più accidentati, basta mettere male un piede, e...".
Ora, questo percorso è collinare, non ci sono grosse asperità da affrontare ed evitare: dopo un po' lo si impara...

Doveri e oneri sono compresi nel possesso. Ed ecco che, attraverso un percorso così, ripetuto e ripetuto, la frontale porta all'attivazione di uno strano meccanismo. Potrei dire che si finisce col credersi padroni della luce, che però per forza di cose ci porta a vedere solo ciò che rimane nel raggio d'azione della frontale. Ma per la strana sfaccettatura della realtà, per la quale si è padroni solo di ciò che non si possiede, una volta che si crede di possedere una cosa, se ne diventa schiavi senza crederci, o senza saperlo.
Padrone della luce e, quindi, schiavo della mia frontale.

Bello quindi, quando, quella sera, indebolito dal sonno carente, nel bel mezzo del giro A, mi immaginavo assalito da animali d'ogni sorta. Ero schiavo del mio frontale e, preso da una strana agitazione, ad ogni fruscio mi giravo cercando di scoprire la causa del rumore. Credevo di non poter veder niente se non avessi potuto illuminarlo con il mio frontalino e i gufi, le civette, i gatti selvatici e le volpi, diventavano spettri d'ogni sorta e cattiveria. Ad un certo punto, mammalucco come sono, sono inciampato in una radice e sono finito per terra. Che scena impietosa per tutti i miei spettatori immaginari... e che scena comica per tutti gli animali che nel buio sanno perfettamente come muoversi. Disteso per terra, col frontale rivolto verso il terreno e il mio ginocchio sbucciato mi sono sentito assalito da mille carnivori letali!
E' bastato aspettare, per rendersi conto di ciò che era la realtà: ero una cimice voltata a pancia in su, ero solo un omuncolo che credeva di possedere la luce e di poterci vedere perciò al buio. Un Prometeo dei poveri che si era autodotato di un fuoco, di cui non conosceva il segreto. Che ridicolo!
Al ritorno da quel giro ho utilizzato sempre meno il frontale, cominciando perciò a correre il mio giro A alla luce del buio. Ora non la prendo nemmeno più su. E penso che ora vedo molte più cose di quando avevo una frontale. Miglioro i sensi e la propriocezione. Vedo la cupola di luce rossa della città quando è nuvoloso, e la cupola stellata della notte quando c'è limpido. Distinguo la mia ombra quando è creata dalla luna, distinguo meglio gli animali e mi preoccupo meno dei rumori. Non sono padrone della luce, ma sono libero nel buio.

Almeno questo è quello che mi piace credere, ecco...

Rimettendo a posto il diario:
Settimana 25-31 Mar:
  • Corsa: Lun 10, Mar 10, Ven 10, Sab 9, Dom 11;
Settimana 1-7 Aprile:
  • Corsa: Mar 10, Mer 9, Gio 10, Sab 12, Dom 9;
  • Scialp: 300 D+ Ven;
Marzo allora mi ha visto fare:
  • Corsa: 18 sessioni, 191 km;
  • Secco/Pesi: 4 All;
  • Scialpinistica: 4 tot 3000 m disl.
Marzo 2012 cosa mi aveva visto fare?
  • Corsa 18 all e in tot 159 km...ok sopra media e sono soddisfatto
  • Bici da corsa 4  all in tot 220...insomma :-/
  • Mtb 2 all e 55 km
  • Trave 7 all
  • Boulder 3 all
  • Arrampicata 4 all
Si insomma... sessioni di corsa decisamente allungate per me! Bene! Ma ero molto messo meglio con l'arrampicata... :-( Come manca poi la bici :-( Arriverà con la primavera credo...

JMBReRe