Troppo spesso ci si chiede se lo studente sarà all'altezza del professore. Troppo spesso ci si chiede se quello che otterremo sarà all'altezza delle nostre aspettative.
Troppo raramente ci si chiede se il professore sarà all'altezza dello studente. Troppo raramente ci si chiede se saremo all'altezza di quello che otterremo.
In latino si dice: "quis custodiet ipsos custodes?"... Ovvero: "chi sorveglierà i sorveglianti?".
JMBReRe
«En redescendant, le cœur léger, je sifflote gaiement. Je viens de gagner le ticket pour le cap Horn, l’Amazonie… Ah ! Connaître l’enfer vert, la chaleur suffocante, les moustiques, les papillons aux ailes moirées, manger de la soupe de perroquet Ara, de la queue de caïman, avaler des larves gluantes, découvrir les mers du sud, entendre rugir le vent des quarantièmes, entendre hurler celui des cinquantièmes en doublant le cap Horn, siffler le dauphins qui dansent au clair de lune, apercevoir les glaciers qui brillent au fond des fjords ! Je veux vivre à en crever…»
JMB
lunedì 23 ottobre 2017
venerdì 28 luglio 2017
La prima portata
Chi non si è mai trovato nella penosa situazione, ad una cena, di colui che, con il boccone in bocca, vede rovesciare un bicchiere, vede una portella lasciata aperta, vede un barattolo di sale rotolare? Chi non si è mai trovato, cioè, in quella situazione dove parlare sarebbe utile ma scortese e dove tacere sarebbe cortese ma sconveniente?
Ogni giorno si parte da questo presupposto quindi.
E via via, a seguire, tutte le altre portate.
JMBReRe
Ogni giorno si parte da questo presupposto quindi.
E via via, a seguire, tutte le altre portate.
JMBReRe
venerdì 9 giugno 2017
Quel che rimane
Quel che rimane sono foglie verdi. Foglie verdi da calpestare. Foglie verdi da calpestare mosse dal vento.
Perché foglie verdi? Perché calpestare?
Perché io?
Adiòs!
Perché foglie verdi? Perché calpestare?
Perché io?
Adiòs!
venerdì 17 marzo 2017
Cose in chiaro
Non ne avevo mai fatto menzione, ma (ormai) un paio di anni fa decisi di partecipare ad un blog contest, così, per vedere che cosa avrei combinato.
Con mia sorpresa e contentezza scoprii di essere arrivato tra i primi. Purtroppo non potei partecipare alla cerimonia conclusiva e perciò il blog venne ribassato, ma comunque compreso tra i primi 10.
Questo mi ha reso felice.
Il post con il quale avevo partecipato era una versione "short" di "Auguri" (link_archivio), scritto nel 2013 ancora, quindi anche vetusto, volendo. Era un post da vero periodo "flow", nulla a che vedere con la staticità dei post correnti, più accorti e riflessivi. Ma l'attività che intraprendo forma molto il mio modo di scrivere, così come le letture, i posti in cui vado, le persone che incontro. Quindi devo dire che va bene cosi, spero di rimettere in carreggiata presto il carro.
Beh, comunque il concorso era quello di altitudini e questa era la pagina alla quale si poteva accedere per leggere il mio post (altitudini). Il contest è stato vinto da Simonetta Radice (mountcity , planetmountain, mountainblog) a cui vanno i miei migliori complimenti. Sul podio anche un mostro sacro dello story telling per me, Emilio Previtali. Ho avuto il piacere di presentarmi ad Emilio e poi incontrarlo in diverse occasioni, è sempre stato bello.
Inoltre ho poi capito che il post era stato tradotto brillantemente in inglese per la rivista Aku magazine (aku_trekking), e questo mi ha fatto molto piacere.
Ecco quindi, questo blog è decorato, bisogna ricordarselo mentre lo si legge :p
Ho potuto metter fuori anche una prima versione di JMBReRe Tomo I, e per me è stata una bella soddisfazione (link a dx sulla spalla). Ci metterò mano di nuovo e di nuovo, ma non si aggiungeranno altri paragrafi. Tutto quello che sto scrivendo ora, compreso lo "Inverno di Vespasiano" e tutti i post a venire andranno nel Tomo II, cosi come le fotografie. La pausa semi-forzata semi-voluta mi ha permesso di voltare pagina.
Tra poche settimane (forse 2) avrò l'immenso privilegio di partecipare all'Hanami (wiki) e sorseggerò sake mentre rifletterò sulla bellissima e tristissima precarietà della vita. Sarà un tributo trionfale all'effimero, all'incostanza, al cambiamento.
A parte gli scherzi, qui gli allenamenti proseguono, anche se a volume ridotto. Con la pazienza e la perseveranza e con l'enorme passione, sono sicuro che si tornerà a parlare anche qui di avventure. E' attualmente in costruzione una base tutta nuova per le mie articolazioni. Ci stiamo confrontando molto con gli esercizi a corpo libero e per la core stability. Ogni cosa verrà rimessa a posto per quanto ci sarà possibile. I problemi posturali si aggravano sempre durante attività ripetute e cicliche come la bici, la corsa e il nuoto. Abbiamo anche qualche sogno nel cassetto che magari potrà essere tirato fuori a settembre/ottobre/novembre. Si riprenderà dai primi amori, come la corsa. Qualcosa ad impatto ridotto, molto probabilmente un vertical kilometer. Il sogno è di salirlo in meno di 45'. Ce la faremo?
Solo il tempo lo dirà.
Forse qualcosa sta tornando. Il flow, quel che ci vuole per volare, che l'infiammazione al ginocchio ha spento, sta tornando a soffiare. E la brezza è piacevole in primavera...ricordandoci che: "neanche alla regina del cielo valdostano, è dato di poter volare senza aria"...
JMBReRe
Con mia sorpresa e contentezza scoprii di essere arrivato tra i primi. Purtroppo non potei partecipare alla cerimonia conclusiva e perciò il blog venne ribassato, ma comunque compreso tra i primi 10.
Questo mi ha reso felice.
Il post con il quale avevo partecipato era una versione "short" di "Auguri" (link_archivio), scritto nel 2013 ancora, quindi anche vetusto, volendo. Era un post da vero periodo "flow", nulla a che vedere con la staticità dei post correnti, più accorti e riflessivi. Ma l'attività che intraprendo forma molto il mio modo di scrivere, così come le letture, i posti in cui vado, le persone che incontro. Quindi devo dire che va bene cosi, spero di rimettere in carreggiata presto il carro.
Beh, comunque il concorso era quello di altitudini e questa era la pagina alla quale si poteva accedere per leggere il mio post (altitudini). Il contest è stato vinto da Simonetta Radice (mountcity , planetmountain, mountainblog) a cui vanno i miei migliori complimenti. Sul podio anche un mostro sacro dello story telling per me, Emilio Previtali. Ho avuto il piacere di presentarmi ad Emilio e poi incontrarlo in diverse occasioni, è sempre stato bello.
Inoltre ho poi capito che il post era stato tradotto brillantemente in inglese per la rivista Aku magazine (aku_trekking), e questo mi ha fatto molto piacere.
Ecco quindi, questo blog è decorato, bisogna ricordarselo mentre lo si legge :p
Ho potuto metter fuori anche una prima versione di JMBReRe Tomo I, e per me è stata una bella soddisfazione (link a dx sulla spalla). Ci metterò mano di nuovo e di nuovo, ma non si aggiungeranno altri paragrafi. Tutto quello che sto scrivendo ora, compreso lo "Inverno di Vespasiano" e tutti i post a venire andranno nel Tomo II, cosi come le fotografie. La pausa semi-forzata semi-voluta mi ha permesso di voltare pagina.
Tra poche settimane (forse 2) avrò l'immenso privilegio di partecipare all'Hanami (wiki) e sorseggerò sake mentre rifletterò sulla bellissima e tristissima precarietà della vita. Sarà un tributo trionfale all'effimero, all'incostanza, al cambiamento.
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A parte gli scherzi, qui gli allenamenti proseguono, anche se a volume ridotto. Con la pazienza e la perseveranza e con l'enorme passione, sono sicuro che si tornerà a parlare anche qui di avventure. E' attualmente in costruzione una base tutta nuova per le mie articolazioni. Ci stiamo confrontando molto con gli esercizi a corpo libero e per la core stability. Ogni cosa verrà rimessa a posto per quanto ci sarà possibile. I problemi posturali si aggravano sempre durante attività ripetute e cicliche come la bici, la corsa e il nuoto. Abbiamo anche qualche sogno nel cassetto che magari potrà essere tirato fuori a settembre/ottobre/novembre. Si riprenderà dai primi amori, come la corsa. Qualcosa ad impatto ridotto, molto probabilmente un vertical kilometer. Il sogno è di salirlo in meno di 45'. Ce la faremo?
Solo il tempo lo dirà.
Forse qualcosa sta tornando. Il flow, quel che ci vuole per volare, che l'infiammazione al ginocchio ha spento, sta tornando a soffiare. E la brezza è piacevole in primavera...ricordandoci che: "neanche alla regina del cielo valdostano, è dato di poter volare senza aria"...
JMBReRe
lunedì 6 marzo 2017
L'inverno di Vespasiano
Questi sono appunti sparsi più che un racconto vero e proprio. Ma ho notato che se aspetto di mettere tutto in fila qui divento vecchio senza scrivere mai nulla. Questo post parla dell'inverno, e devo ringraziare Tacito, Vespasiano e Chateaubriand per l'ispirazione. Devo ringraziare i bellissimi fiori degli albicocchi per la traspirazione. ...
Presto lo risistemo e comincio la stesura di JMBReRe: Tomo II...
In continuo stato di passaggio inquieto, attendo una cristallizzazione del mio proprio io, per potermi poi sciogliere di nuovo e proseguire. Stalattite dei miei giorni migliori, allungo il mio grido ghiacciato ora dopo ora, goccia dopo goccia. Lascio cadere il mio scandaglio mentre navigo in acque orientali.
In questo periodo, stanco, sto abbracciando l'assurdo e mi sta bene. Leggere Cortazar mi aiuta, Horacio Oliveira è proprio questo. Ma non è un procrastinatore, beninteso, che lo si capisca! Mi sembra il caso di sottolinearlo.
E Proust? Proust non crede in Dio, ne sono persuaso.
L'accettazione, che nel cristianesimo è una arresa, nell'assurdo restituisce alle mani dell'uomo tutta la nobiltà racchiusa nella sua capacità di pensiero. Qualsiasi cosa questo voglia dire.
Dondolo inquieto, dicevo... Profeta e apostolo. Saggio e racconto. Libro e brogliaccio.
Acqua nelle scarpe e sabbia nei sandali. Il grande freddo, il grande caldo. Possedere una virtù e la virtù opposta.
Passo sempre dalla felicità per l'unicità della mia esistenza vista da dentro, alla depressione per la sua inutilità, se vista da fuori.
Silenzio e fracasso. Collasso e paradosso. L'esplorazione e l'azione. Sempre ritorno perché sempre mi infrango e mi ritraggo nel granello. Riparto.
Esiste un limite tra li e la: a-dimensionale e a-volumico, come il punto fisico.
La vita è un problema, ma non è problematica. Poi la scelta, e la scelta è la fine del mondo.
Piedi scalzi e uno sgabello di un bar di Mendoza: una realtà di tegole sbeccate e di calcinacci. Di muri gialli e di piante di cappero che crescono al sole.
Tutto è inghiottito. Cercavo un sovrano e ho trovato un dittatore.
Sono nato con un cuore pieno in un mondo vuoto e senza utilizzare nulla, sono disilluso da tutto. Carta igienica sudicia, rigoli di piscio sul marciapiede. Quella macchia di vomito sulla strada ha la forma di pneumatici. Devo andarmene al mio luogo.
Mi sono svegliato stamattina già morto. Tutto nasce morto. Tutto ciò che è umano è finito.
Voglio essere tutto quello che non può e non deve essere mediocre. Sono stufo di impiccolire la mia vita. Vivo da dilettante.
Tutta la vita è un lasciar perdere...perdere...perdere... una morte a ripetizione. Un lasciarsi vivere. Come una nuvola che spiove, me ne vado. Di quali stupide gioie si nutre l'intelletto! E che dire delle stupide gioie di cui si nutre lo spirito? Una serenità piccola, ma estasiante, basterebbe a gonfiarmi come un palloncino e farmi salire fino alle nuvole.
Destino dal temperamento altezzoso, indipendente e ingrato come un gatto, senza nessuno slancio di umana solidarietà. I miei io di ieri, che sono già nulla, al pari dei miei io di domani, che non sono ancora nulla, danno voce ad un'intera comunità, come in un coro.
Mosso da logica precisa e intenzionalità strutturante, voglio cadere laggiù in fila, come le parole di una recita. Ma non ci saranno apoteosi qui.
Solo catarsi.
Presto lo risistemo e comincio la stesura di JMBReRe: Tomo II...
L'inverno di Vespasiano
In continuo stato di passaggio inquieto, attendo una cristallizzazione del mio proprio io, per potermi poi sciogliere di nuovo e proseguire. Stalattite dei miei giorni migliori, allungo il mio grido ghiacciato ora dopo ora, goccia dopo goccia. Lascio cadere il mio scandaglio mentre navigo in acque orientali.
In questo periodo, stanco, sto abbracciando l'assurdo e mi sta bene. Leggere Cortazar mi aiuta, Horacio Oliveira è proprio questo. Ma non è un procrastinatore, beninteso, che lo si capisca! Mi sembra il caso di sottolinearlo.
E Proust? Proust non crede in Dio, ne sono persuaso.
L'accettazione, che nel cristianesimo è una arresa, nell'assurdo restituisce alle mani dell'uomo tutta la nobiltà racchiusa nella sua capacità di pensiero. Qualsiasi cosa questo voglia dire.
Dondolo inquieto, dicevo... Profeta e apostolo. Saggio e racconto. Libro e brogliaccio.
Acqua nelle scarpe e sabbia nei sandali. Il grande freddo, il grande caldo. Possedere una virtù e la virtù opposta.
Passo sempre dalla felicità per l'unicità della mia esistenza vista da dentro, alla depressione per la sua inutilità, se vista da fuori.
Silenzio e fracasso. Collasso e paradosso. L'esplorazione e l'azione. Sempre ritorno perché sempre mi infrango e mi ritraggo nel granello. Riparto.
Esiste un limite tra li e la: a-dimensionale e a-volumico, come il punto fisico.
La vita è un problema, ma non è problematica. Poi la scelta, e la scelta è la fine del mondo.
Piedi scalzi e uno sgabello di un bar di Mendoza: una realtà di tegole sbeccate e di calcinacci. Di muri gialli e di piante di cappero che crescono al sole.
Prospera Nerone, che Tacito è già nato nell'impero.
Tutto è inghiottito. Cercavo un sovrano e ho trovato un dittatore.
Sono nato con un cuore pieno in un mondo vuoto e senza utilizzare nulla, sono disilluso da tutto. Carta igienica sudicia, rigoli di piscio sul marciapiede. Quella macchia di vomito sulla strada ha la forma di pneumatici. Devo andarmene al mio luogo.
Vae, inquit, puto deus fio.
Imperatorem statem mori oportere.
Mi sono svegliato stamattina già morto. Tutto nasce morto. Tutto ciò che è umano è finito.
Come era nel principio
e ora e sempre,
nei secoli dei secoli.
Voglio essere tutto quello che non può e non deve essere mediocre. Sono stufo di impiccolire la mia vita. Vivo da dilettante.
Je veux etre Chateaubriand o rien!
Tutta la vita è un lasciar perdere...perdere...perdere... una morte a ripetizione. Un lasciarsi vivere. Come una nuvola che spiove, me ne vado. Di quali stupide gioie si nutre l'intelletto! E che dire delle stupide gioie di cui si nutre lo spirito? Una serenità piccola, ma estasiante, basterebbe a gonfiarmi come un palloncino e farmi salire fino alle nuvole.
Destino dal temperamento altezzoso, indipendente e ingrato come un gatto, senza nessuno slancio di umana solidarietà. I miei io di ieri, che sono già nulla, al pari dei miei io di domani, che non sono ancora nulla, danno voce ad un'intera comunità, come in un coro.
Mosso da logica precisa e intenzionalità strutturante, voglio cadere laggiù in fila, come le parole di una recita. Ma non ci saranno apoteosi qui.
Les dieux s'en von..
Solo catarsi.
I fiori imperfetti nei giorni dell'ume,
Per raggiungere la perfezione dovranno staccarsi dal ramo e cadere...
Fushimi Inari-Taisha, Fushimi-ku, Kyoto, Giappone
JMBReRe
sabato 11 febbraio 2017
JMBReRe, Tomo I
Si, certo.
Era da un po' che non mi facevo vivo sul blog.
Non credo che nessuno abbia cominciato a strapparsi i capelli.
Ad ogni modo, ho passato un po' di tempo a riordinare vecchi post e ad annotare idee per i nuovi. Prossimamente aggiornero' anche il diario, promesso.
Nel frattempo incollo qui (JMBReRe) il link alla versione pdf dei post che io ritengo piu' significativi dei tempi trascorsi (Tomo I). Son 40 Mega di roba, perche' ho voluto tenere le immagini in risoluzione originale.
Ovviamente sto mettendo e rimettendo mano alla versione pdf dall'offline.
Spero che nessuno perda tempo a spiegarmi quanta poca originalita' nel lavoro, andando a spulciare questa e quell'altra fonte bibliografica non citata. Non penso di aver commesso plagi pesanti.
Bene, buoni allenamenti a tutti
JMBReRe
Era da un po' che non mi facevo vivo sul blog.
Non credo che nessuno abbia cominciato a strapparsi i capelli.
Ad ogni modo, ho passato un po' di tempo a riordinare vecchi post e ad annotare idee per i nuovi. Prossimamente aggiornero' anche il diario, promesso.
Nel frattempo incollo qui (JMBReRe) il link alla versione pdf dei post che io ritengo piu' significativi dei tempi trascorsi (Tomo I). Son 40 Mega di roba, perche' ho voluto tenere le immagini in risoluzione originale.
Ovviamente sto mettendo e rimettendo mano alla versione pdf dall'offline.
Spero che nessuno perda tempo a spiegarmi quanta poca originalita' nel lavoro, andando a spulciare questa e quell'altra fonte bibliografica non citata. Non penso di aver commesso plagi pesanti.
Bene, buoni allenamenti a tutti
JMBReRe
domenica 16 ottobre 2016
''30 Leghe d'Azzurro'' o ''Il volo di Cefalo''
Incipit
Cefalo uccise sua moglie per errore durante una battuta di caccia [A1]. Condannato all'esilio per questo omicidio giunse a Tebe, dove in quel momento regnava Anfitrione che lo accolse e gli fece omaggio di un'isola che da allora venne chiamata Cefalonia. Qui pare che, un giorno, colto dal rimorso per la morte di sua moglie, si sia gettato in mare da una rupe. Qui ci si immagina che, testimone di una caduta lenta (come può esserlo quella di Alice nella tana del Bianconiglio), Cefalo abbia potuto ripercorrere lo sviluppo del suo pensiero dalla nascita alla morte. Buttatosi nel pieno delle sue facoltà mentali, la discesa verso lo schianto non è solo la caduta di un corpo, ma anche l'irreversibile svolgersi della storia del suo pensiero. Ecco che mano a mano, il mondo accanto a lui perde i connotati, le sue raffigurazioni. In seguito la sua mente perde modelli e astrazioni, e perde la possibilità di creare un pensiero critico, di creare iterazioni e ricorsioni. Si accorge che, con la perdita di successive facoltà mentali, il dilemma del suicidio gli appare futile. La sua solitudine, la sua infinità interiore, assieme alla sua finitudine, lo lasciano come un mantello che si stacca dalle spalle con una folata di vento. Al loro posto, una pace sublime, che nell'istante in cui si realizza, si distrugge.Solo nell'irreversibilità della situazione Cefalo ha quella pace che cerca. L'universo, che con indifferenza assiste al Volo, non può far altro che convertire l'energia della caduta, del calore del corpo e della sua vita materiale e corporale, in connessioni neuronali (ricordi) delle vite degli altri. Non cambia nulla e si parla di memoria.
Il volo di Cefalo
Mentre precipitava, quella vampata di calore [Tw1] che lo investiva assieme all'acqua vaporizzata dei flutti fragorosi, lo condensarono e lo fermarono. E c'era un vuoto non comune nel mondo non rappresentato. Perché non c'era simbologia alla genesi del pensiero. Eccolo li, a tre metri dal suolo, il ritratto del capriccio umano, la rivolta dell'uomo e lo scudiscio dell'universo che la sopprime; a tre metri dal suolo, nell'inarrestabile caduta, nell'irreversibilità dei fatti, la libertà assurda, la libertà dal domani, la vita senza obiettivi, il vivere per il gusto di vivere [Ca1], il sogno incorrotto, la particella all'equilibrio tra partenza e destinazione, sospesa tra ragione e passione. Il suo corpo si stese come un ricordo dimenticato, come un pensiero caduto nell'oblio [Pr1]. Aveva vissuto un'esplicazione [Pk2] e l'immagine, senza materia, è solo immaginazione. L'universo si chiuse su di lui [N1] con la stessa futile e sterile indifferenza dell'oceano che si richiude sulla nave affondata [Mv1].
Explicit
Cefalonia, un mattino. Un'ampia distesa erbosa e una scogliera. Un'ampia vista sul sole mattutino e il mare di Grecia. Un giovane, giungeva da ponente. Il suo cammino era quello dell'erba verde nei primi giorni di primavera. Un vecchio, alto e ossuto, coi vestiti pregni d'acqua, giungeva da sud. Aveva una fronte ampia come il cielo e il suo sguardo vedeva al di sopra delle nuvole. Un uomo barbuto, giungeva da nord. La chioma di capelli argentati gli sbatteva sul volto. Un giovane, con il volto dai tratti infantili giungeva da est. Il sole gli sorgeva alle spalle e gli illuminava i ricci biondi. Lui recava in mano frutta, grano e fiori. Era vestito di verde, il giovane. Era portatore di pioggia, il giovane. I quattro si incontrarono e si guardarono rassegnati.In mezzo alla schiuma bianca e all'acqua turchese, nell'eco delle scogliere risvegliate, veleggiava un canto, e un suono di canne d'organo senza più cotone. Alba, quel mattino, si sedette su un masso solitario e giurò di sentire una voce, che i quattro venti [Wi2] le facevano roteare accanto... Ed era così, che su quella scogliera, quel giorno e per sempre, la progenie di Alba che, come la scia di una cometa illuminava il tempo immobile dei miti, raccoltasi a lutto, avrebbe pianto l'amato Re.
Sono Re della mia stessa terra [Wi1]
Affronto tempeste di polvere
Combatterò fino alla fine
Creature dei miei sogni si alzano
E danzano assieme a me
Ora e per sempre, sarò il tuo Re
Ora e per sempre, sarò il tuo Re [M83]
(Alba si sedette quel mattino ad ascoltare)
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Appendice al testo
''Note al testo'' o ''come leggere l'autore tra le righe''
[A1]: Questo post l'ho pensato dopo aver visitato Cefalonia e poi Corfu. Quello commesso da Corfu, mi sembra a tutti gli effetti un suicidio filosofico. Quello di Cefalo, un suicidio corporale. Ecco che mi sono interessato a Sisifo.
[Ca1]: ''Camus'' e il suo ''Mito di Sisifo''. L'assurdo, chiaramente.
[M83]: qui l'autore fa un'approssimativa e subdola traduzione del testo di ''Outro'', M83.
[N1]: In questo blog si accetta l'idea dell'equivalenza tra massa ed energia. Si accetta (ma non si comprende [Ps1]) anche l'infinito del tempo e dello spazio. Quindi si accetta che l'energia di cui facciamo esperienza è sempre esistita. Quindi si accetta che non si crea nulla e non si distrugge nulla, si crede nell'immortalità dell'energia. Si accetta inoltre che la materia sia energia condensata. Corpi, connessioni neuronali (idee), esplicazione delle idee (concetti, conoscenza,) siano forme diverse di un energia che si conserva. Ecco che l'universo si richiude su Cefalo; ecco che il grande conto matematico ritorna ancora ed ancora, nell'equilibrio energetico, che cessa di essere pulsazione, corpo caldo, movimento e diventa ricordo, calore, connessione neuronale nella vita degli altri. Non cambia nulla e si chiama memoria [Pk1].
[Pk1]: Ecco che torna, incontrastata impetuosa, tutta la potenza di Pasternak in questi scritti.
[Pk2]: Pasternak di nuovo.
[Pr1]: anche se non fosse, non si parla di oblio senza parlare di Proust, mi sembrerebbe scortese e sconveniente, nonché malfatto.
[Ps1]: perché siamo rasseganti, non presuntuosi. Si legga ''Pascal'', i ''Pensieri''.
[Mv1]: chiaro qui riferimento alla nave del capitano Achab che affonda. Nel ''Moby Dick'' di Melville.
[Tw1]: Che rivediamo in ''Uno strappo con Twight'', in ''Confessioni di un Serial Climber'', d'altro canto.
[Wi1]: Cefalo era Re di Cefalonia, gliel'avevano donata insomma.
[Wi2]: Eos, l'Alba, o l'Aurora, amava Cefalo. I quattro figli di Eos sono Zefiro, Noto, Borea, Apeliote. Quasi certamente ricostruiti nel testo come i quattro individui ritrovati sulla scogliera dopo il Volo.
Link per tirarsi la tega:
[Ita]
Telomero (se si vuole vedere come vita e morte possono sposarsi)
Esistenzialismo
[Eng]
Crash Course Video
All is well Video
Melville e l'esistenzialismo, da leggere
Albert Camus Video
Citazione colta:
"È Ahab, Ahab? Sono io, Dio o chi altri che alza questo braccio? Ma se il grande sole non si muove da se stesso, non essendo altro che un fattorino del cielo, né una sola stella può ruotare se non mossa da qualche forza invisibile, come può allora questo piccolo cuore battere, questo piccolo cervello pensare, se non è Dio che pulsa quel battito, che pensa quel pensiero, che vive quella vita, e non io?"
Riflessione postuma:
1) Oggi avevo più bisogno di correre che di mangiare.
2) Sulla coscienza, sull'anima come entità a se, sulla precisa precedenza di essere ed essenza, sul perché della presenza di questa energia, dedicheremo altre opere.
3) Stamattina ho cotto una verza e dei broccoli. Li mangerò con olio crudo. E una scaglia di grana.
4) Autunno: siamo più proni, più ligi, più restii. Rifacciamo il letto più volentieri. Ci guardiamo le rughe della mano. Sospiriamo allo stanco tramonto settembrino e soffiamo via dalla mano i capelli che stiamo perdendo.
5) 30 leghe (approssimativamente, al meglio del mio understanding), separano Cefalonia da Corfu.
Dialoghi:
1) ''Dimmi, Albert, non sei anche tu forse parte di quella serie di alfieri di un'utopia che proprio nella sconfitta realizzano i loro valori morali, sottraendosi al banale e corruttore compito della gestione cui l'eventuale vittoria l'avrebbe destinato (pensiero di Massimo Fini su Che Guevara MF_Che, a cui aggiungerei, in versione diversa e meno violenta Chris McCandless e l'ingegner Kirillov).''
2) Grazie Albert. Grazie.

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Perduto nella ricerca.
JMBReRe
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